ROMA, 20 ott. – “L’audizione del procuratore De Luca in commissione Antimafia si è svolta in un clima intollerabile con la maggioranza politica che sembrava in una riunione di partito tra battutine, risate malcelate, ammiccamenti, una presidenza che dirige i lavori come fosse segretaria di partito e attacchi unidirezionali e sguaiati verso un ex magistrato di primissimo valore e attuale senatore: Roberto Scarpinato. Questa è la cifra della serietà del lavoro che viene svolto in questa commissione, che passerà alla storia per aver umiliato una storica e importantissima istituzione”.
Lo affermano i componenti M5S nella commissione Antimafia Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Michele Gubitosa.
“E’ alta come una montagna – aggiungono- la serie di omissioni, cattive ricostruzioni e esposizioni scadenti sulla Strage di via D’Amelio nel corso dell’audizione, di alcune domande e delle risposte. Per continuare a sostenere che la Strage sia stata fatta per fermare l’indagine mafia-appalti, si stravolge la realtà. Ad esempio, come si fa ad affermare che è dimostrato che nella riunione del 14 luglio ’92, alla presenza di Borsellino, non si parlò dell’archiviazione parziale dell’indagine, solo perchè i magistrati auditi al Csm a fine luglio ’92 non hanno esplicitamente detto che se ne parlò? Chi conosce i fatti sa che a nessuno interessava quel punto all’epoca, proprio perchè attribuire a mafia-appalti l’uccisione di Borsellino era assurdo, così come è assurdo oggi. Lo stesso procuratore De Luca, come gli abbiamo detto in commissione, in una precedente audizione aveva del tutto omesso alla commissione che un gip, Grazia Luparello, aveva severamente bacchettato la procura sull’ostinazione su mafia-appalti e invitato invece la procura a fare grandi approfondimenti sulla cosiddetta pista nera. Ancora, abbiamo fatto notare al procuratore De Luca come l’accusa di depistaggio mossa al senatore Scarpinato sia del tutto infondata, dal momento che Scarpinato al telefono invitava Natoli a riferire in commissione una verità e dal momento che, come svelato oggi dal Fatto Quotidiano, la stessa circostanza che aveva raccontato a Scarpinato Natoli l’aveva riferita in precedenza anche all’ex magistrato Ingroia: Natoli ricordava che alla riunione della procura di Palermo del 14 luglio ’92, alla quale ha preso parte, si era parlato della archiviazione di un filone di mafia-appalti, alla presenza di Borsellino. La ricostruzione del procuratore De Luca è errata: Scarpinato e Natoli al telefono non concordavano alcuna falsità, nessuna bugia, nessun indirizzo sbagliato. E’ molto chiaro come si premurassero di ricostruire con cura i fatti per come si sono svolti, di rintracciare testimoni e documenti che confermassero la rigorosa ricostruzione dei fatti. Continuare a negarlo ancora oggi, dopo che abbiamo portato tutto il necessario per dimostrarlo, è francamente inaccettabile. Infine, abbiamo fatto notare al procuratore De Luca che in violazione del Cpp il suo ufficio ha fatto trascrivere le intercettazioni tra Natoli e Scarpinato che non avevano alcuna rilevanza penale, nelle quali si chiacchierava dei più disparati temi di attualità politica. Anche su questo come su altro, le risposte sono state quantomeno evasive”.