Palermo, 14 ottobre 2026 – «Prima un ‘no’ e poi un cambio di opinione della CTS, la commissione sulle autorizzazioni ambientali presieduta da Gaetano Armao, e altre circostanze su cui va fatta piena luce dalla Regione».
Sul progetto dell’impianto della SoAmbiente per il trattamento, recupero e smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi nelle ex cave di Stallaini, nel territorio di Noto, nel Siracusano, oggi in esame alla commissione Ambiente dell’Ars, la deputata M5S Stefania Campo chiede alla Regione di accendere i riflettori e di verificare tutti i passaggi dell’iter autorizzativo.
«Non formuliamo accuse – dice Campo – però pretendiamo trasparenza. Chiediamo che la risoluzione su questo impianto, che probabilmente sarà votata nella prossima seduta della commissione Ambiente, impegni il Governo regionale a chiarire ogni passaggio amministrativo, a rendere disponibili gli atti. L’assessore Colianni ha oggi chiarito in commissione che terrà in considerazione le richieste del territorio e la richiesta della commissione di riesaminare le autorizzazioni in quanto hanno superato i 12 anni, quindi il rinnovo di fatto rappresenterebbe una nuova autorizzazione. La tutela di Cavagrande e delle sue acque non può essere subordinata a interessi di alcun genere. Soprattutto in un contesto di così grave incertezza rispetto all’operato della CTS durante la guida di Gaetano Armao».
«Il percorso autorizzativo dell’impianto – spiega Campo – è stato parecchio complesso. La Commissione tecnica regionale, presieduta da Gaetano Armao, aveva inizialmente espresso parere negativo sulla proroga della valutazione ambientale. Dopo una sentenza del TAR che ha annullato il diniego regionale, sono arrivati nuovi provvedimenti favorevoli, fino al parere positivo della CTS dello scorso giugno. A ciò si aggiunge una circostanza emersa dalle recenti vicende giudiziarie: in un diverso procedimento riguardante SoAmbiente, la società è stata rappresentata dagli avvocati Pietro Luigi Matta e Valentina Matta. Il primo è coinvolto nell’inchiesta palermitana che riguarda anche Armao. Un rapporto professionale che non dimostra alcuna irregolarità nella vicenda Stallaini, ma sul quale, insieme all’intero iter amministrativo, è opportuno fare chiarezza».
Il progetto di SoAmbiente, che in passato è stata destinataria di un’interdittiva antimafia, superata nel 2017, viene presentato come recupero ambientale di una ex cava, «ma – dice Campo, che sulla vicenda ha anche presentato un’interrogazione parlamentare – dagli atti emerge una discarica per lo smaltimento di rifiuti non pericolosi ma con una vasca destinata anche a materiali contenenti cemento-amianto. Non possiamo accettare che la parola recupero basti a rendere innocuo un progetto di queste dimensioni. Bisogna verificare le caratteristiche delle vasche, le misure di impermeabilizzazione e contenimento, le garanzie contro eventuali infiltrazioni e le possibili ripercussioni sui corsi d’acqua e sulle sorgenti. La presenza di una vasca destinata anche a materiali contenenti cemento-amianto rende indispensabile un esame particolarmente scrupoloso. Qui è in gioco la tutela di un patrimonio naturalistico che non può essere esposto a rischi senza garanzie assolute».