ROMA, 13 ott. – “Proprio non ce la fa il ministro Nordio a svolgere in modo adeguato il suo ruolo. Di fronte al colabrodo del 41-bis e dell’Alta Sicurezza, dopo che tanti boss grazie ai benefici penitenziari sono usciti dal carcere e sono tornati a tessere la tela del crimine nelle loro città, Nordio risponde come se fosse un passante capitato per caso e dice che si tratta di decisioni autonome della magistratura. Non lo sfiora nemmeno il pensiero che servirebbe un aggiornamento normativo con una legge apposita, così da stringere le maglie e consentire ai magistrati di avere maggior margine per non aprire le porte delle carceri? Eppure quando c’era da depenalizzare gli abusi di potere, consentire ai delinquenti di essere avvisati prima dell’arresto, rendere inutilizzabili montagne di intercettazioni su reati gravi, il ministro Nordio sfornava norme con grande velocità e ne chiedeva l’approvazione con veemenza. Il ministro che oggi parla a sproposito di autonomia e indipendenza della magistratura e fa riferimenti fuori luogo al referendum, dovrebbe ricordarsi quali sono i compiti di un ministro della Giustizia, diversi da quelli di uno spettatore seduto in tribuna. Da luglio alla Camera e al Senato sono depositati cinque Ddl del M5S, finalizzati ad aggiornare la lotta alle mafie, con interventi mirati per ripristinare il pieno controllo delle carceri da parte dello Stato e per dare una stretta sui benefici penitenziari a chi sconta pene per reati ostativi. Anziché dire che non si spiega come su questa emergenza venga chiamato in causa, pensa un po’, il ministro della Giustizia, Nordio con la sua maggioranza potrebbe, ad esempio, mettersi a lavorare e discutere con tutte le forze politiche un serio aggiornamento della normativa antimafia”.
Lo affermano i componenti M5S nelle commissioni Giustizia e Antimafia Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Michele Gubitosa, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato.