ROMA, 4 ott. – “Troviamo grottesco che la maggioranza di centrodestra processi mediaticamente un personaggio di straordinario spessore come Roberto Scarpinato mentre va avanti a colpi di leggi e proposte di legge che impediscono di spezzare circuiti viziosi e connivenze tra apparati e istituzioni dello Stato e criminalità mafiosa, mentre ostacola indagini contro il clan Senese chiudendo in cassaforte le chat di Delmastro con il prestanome del clan. Ecco la legalità e il garantismo a targhe alterne del centrodestra italiano. La tesi sostenuta in sede giudiziaria dal procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca e dal gip dello stesso distretto Santi Bologna è in contrasto rispetto a atti e riscontri già agli atti della magistratura e rispetto alla richiesta di approfondimenti che la gip Luparello ha fatto alla procura e che la Cassazione ha pienamente validato. Non è possibile ignorare questi elementi. Ma è incredibile l’atteggiamento della maggioranza che sostiene il governo Meloni, tutto ciò è insopportabile e offende i cittadini che chiedono la verità definitiva. Perchè gli esponenti della maggioranza e del governo hanno tanta paura che si vada avanti sulla pista nera, corroborata da riscontri importantissimi? Perchè sentono il bisogno di screditarla addirittura con uno striscione esposto nelle strade di Palermo in occasione dell’anniversario della strage di via D’Amelio? Cosa temono che possa venire fuori? Noi un’idea ce la siamo fatta da tempo e per questo andremo avanti senza timore alcuno”.
Lo affermano i rappresentanti siciliani del M5S alla Camera e al Senato Davide Aiello, Dolores Bevilacqua, Luciano Cantone, Ida Carmina, Ketty Damante, Valentina D’Orso, Barbara Floridia, Pietro Lorefice, Daniela Morfino, Angela Raffa e Filippo Scerra.