«La storia della socialdemocrazia italiana merita rispetto. Lo meritano i militanti, gli elettori e quanti riconoscono nel Sole nascente una tradizione di libertà, giustizia sociale ed autonomia socialista. Nessuno può appropriarsi di questo patrimonio attraverso autoproclamazioni, sigle sovrapposte e congressi presentati come appartenenti ad un partito che non si è legittimati a rappresentare».
A sottolinearlo è una nota del Partito Socialista Democratico Italiano, rappresentato a livello centrale dallArch. Paolo Preti, segretario nazionale del Sole nascente, ed in Sicilia dal Prof. Avv. Antonio Matasso, segretario regionale del Psdi isolano. La dichiarazione ufficiale dei socialdemocratici di Saragat interviene sulle iniziative promosse da soggetti estranei agli organi legittimi del Partito mediante lutilizzo della sua denominazione e del suo contrassegno, seppur alterato.
I dirigenti del socialismo democratico evidenziano come «le pronunce cautelari intervenute a Milano, Roma e Crotone abbiano fornito indicazioni convergenti sulla legittimazione di Paolo Preti e sullinfondatezza delle contrapposte pretese. A Milano è stata ordinata la cessazione delluso illegittimo del nome e dei segni distintivi del Psdi; a Roma sono state respinte le domande avanzate contro il segretario nazionale Preti, con una condanna anche per lite temeraria. Sono provvedimenti prosegue la nota del Psdi da rispettare nella loro intera portata, che non possono essere ignorati da soggetti che, senza titolo, continuano a presentarsi pubblicamente come rappresentanti del nostro Partito».
Il Psdi guidato da Paolo Preti rivendica la continuità giuridica, storica e morale della formazione nata nel 1947 a Palazzo Barberini per iniziativa di Giuseppe Saragat e di altri illustri esponenti del socialismo democratico e riformista italiano. «La continuità della sua rappresentanza ribadiscono dal Sole nascente trova riscontro nella successione degli organi richiamata nei procedimenti giudiziari. Leredità politica turatiana e saragattiana vive nellimpegno per una sinistra libera, democratica, europeista e autonoma da ogni totalitarismo».
I socialdemocratici sottolineano come «il Sole nascente custodisca una storia ancora più antica: comparve sulle schede elettorali del 1924 come simbolo del Partito Socialista Unitario di Filippo Turati e Giacomo Matteotti. È un emblema che richiama il sacrificio antifascista e la dignità del socialismo riformista. Difenderne la titolarità significa tutelare anche il diritto degli elettori a riconoscere con chiarezza il soggetto politico per il quale viene chiesto il consenso».
Di conseguenza, «sedicenti congressi, incarichi autoattribuiti ed iniziative organizzate da chi non è legittimato a rappresentare il Psdi non possono impegnare il Partito, determinarne gli organi o sostituirsi alle sue deliberazioni. Ogni eventuale ulteriore violazione dei provvedimenti giudiziari sarà sottoposta alle sedi competenti, insieme alle conseguenti responsabilità».
Il Psdi, guidato a livello nazionale da Paolo Preti ed in Sicilia da Antonio Matasso, rivendica di essere «la casa madre della socialdemocrazia italiana: aperta al confronto, allincontro tra i riformisti ed al contributo di quanti intendono proseguire questa storia con serietà. Le imitazioni e le operazioni di confusione non ne modificano lidentità. Agli elettori ci presenteremo non solo con documenti e dati oggettivi, ma anche con chiarezza ed iniziativa politica, che contrapporremo ai mezzucci degli emuli di Wanna Marchi. Perché tutti possano distinguere loriginale dalle patacche: il rispetto della nostra storia comincia dalla verità su chi ha titolo a rappresentarla e a difenderla dai falsari».
Palermo, 3 ottobre 2026