SPARI IN PIENO CENTRO, AGRIGENTO È UN FAR WEST. ON.IDA CARMINA (M5S): “MENTRE AD AGRIGENTO SI SPARA A ROMA SI PENSA ALLA LEGGE ELETTORALE : SULLA SICUREZZA È FALLIMENTO STORICO DEL GOVERNO MELONI. “
“Quattro colpi di pistola contro il portone di un condominio in via Dante. E, appena 24 ore dopo, altri colpi contro un’abitazione in via Garibaldi. Due episodi gravissimi nel cuore di Agrigento, a distanza di poche ore.
Non possiamo limitarci a registrare i fatti: qui c’è una comunità profondamente preoccupata che chiede allo Stato una presenza vera, visibile, quotidiana”.
Lo dichiara la deputata M5S Ida Carmina, commentando i due episodi avvenuti nelle ultime ore ad Agrigento. Le indagini sono in corso e sarà la magistratura a stabilire dinamiche, responsabilità ed eventuali collegamenti tra i fatti.
Ma il dato che emerge è già di per sé inquietante: ad Agrigento si torna a sparare in pieno centro e i cittadini hanno paura.
“È questa la sicurezza garantita dal Governo Meloni dopo quattro anni? – attacca Carmina – Per anni abbiamo ascoltato annunci, slogan e promesse sulla sicurezza. Ma oggi dobbiamo chiederci che cosa sia cambiato concretamente nelle nostre città. Perché mentre il Governo rivendica risultati, ad Agrigento si susseguono episodi che alimentano un sentimento di insicurezza e di abbandono”.
“Solo pochi mesi fa – ricorda la deputata – il piano di assegnazione della Polizia di Stato prevedeva per Agrigento appena una unità, a fronte di una carenza di organico che denunciamo da tempo.
Sono poi arrivati rinforzi, ma una parte significativa è servita a ripianare organici già scoperti e una quota è destinata al nuovo presidio di Lampedusa-Linosa. Il problema del controllo effettivo del territorio agrigentino resta dunque aperto.”
“Ho depositato diverse interrogazioni parlamentari sulla carenza di personale delle forze dell’ordine e sulla sicurezza nella provincia di Agrigento.
Ma intanto i cittadini assistono a scene che non possono essere considerate semplicemente episodi di cronaca nera. Quando in una città si spara due volte in 24 ore, la preoccupazione deve essere massima.”
“Non sappiamo ancora se i due episodi siano collegati e non spetta alla politica sostituirsi agli investigatori.
Ma proprio per questo dobbiamo chiedere con ancora più forza che le indagini siano rapide e che lo Stato faccia sentire tutta la sua presenza.
Non possiamo permettere che la paura diventi normalità.
Non possiamo permettere che qualcuno pensi di poter risolvere i propri conflitti con le pistole. E non possiamo lasciare spazio alla deriva della giustizia fai da te.”
“Il Governo Meloni ha costruito gran parte della propria narrazione politica sulla parola ‘sicurezza’. Bene: allora oggi chiediamo conto dei risultati.
La sicurezza non si misura negli slogan, ma nella capacità dello Stato di presidiare concretamente le strade, prevenire i reati e dare ai cittadini la certezza di non essere soli.”
“E c’è un’immagine che, oggi, stride particolarmente – conclude Carmina –: ad Agrigento si spara e la gente ha paura; a Roma la maggioranza è impegnata a mandare avanti la riforma della legge elettorale.
La legge elettorale può certamente essere discussa, ma le priorità di un Governo si vedono anche da ciò che sceglie di mettere al centro della propria agenda.
E in questo momento, prima di pensare alle regole con cui si voterà domani, bisognerebbe occuparsi delle condizioni in cui i cittadini vivono oggi.”
“Se dopo quasi quattro anni di Governo Meloni siamo ancora costretti a chiedere più uomini, più controlli e più presidio del territorio, allora sulla sicurezza siamo davanti a un fallimento politico che non può più essere nascosto dietro gli annunci. Agrigento non vuole diventare un Far West. Vuole semplicemente tornare a sentirsi una città sicura, dove lo Stato c’è e si vede.”