“Esprimo la mia piena solidarietà agli otto agenti di polizia rimasti feriti a Palermo, aggrediti mentre erano impegnati in un intervento per fermare una gara clandestina tra motociclisti. È gravissimo che chi indossa una divisa possa essere circondato e bersagliato con pietre e oggetti mentre svolge il proprio lavoro.
A questi agenti, alle loro famiglie e a tutte le donne e gli uomini delle forze dell’ordine va la vicinanza e il ringraziamento mio e del Movimento 5 Stelle”.
Così Ida Carmina, parlamentare del Movimento 5 Stelle, commentando quanto accaduto nella notte nel quartiere Falsomiele di Palermo.
“Da ex Commissario di polizia mi sento in parte colpita nel profondo. Quello che è accaduto è inaccettabile e deve essere condannato senza alcuna ambiguità. Chi aggredisce le forze dell’ordine e ostacola un intervento di polizia deve essere individuato e chiamato a rispondere delle proprie responsabilità.
Ma proprio episodi come questo dimostrano quanto sia lontana la realtà dalle promesse elettorali del Governo Meloni sulla sicurezza. Per anni abbiamo sentito promettere ‘più sicurezza’, ‘più agenti nelle strade’, ‘tolleranza zero’ e uno Stato finalmente capace di garantire legalità e controllo del territorio.
Sono passati oltre quattro anni di Governo e, mentre la propaganda continua, il problema della sicurezza non è certo stato risolto. Anzi, episodi come quello di Palermo mostrano una situazione che in troppe realtà appare sempre più difficile da governare.
Il Governo ha trasformato la sicurezza in uno slogan elettorale permanente, ma la sicurezza non si garantisce con gli slogan né con i proclami muscolari.
Si garantisce mettendo le forze dell’ordine nelle condizioni di lavorare, con organici adeguati, mezzi, formazione, presidi sul territorio e una strategia seria di prevenzione e contrasto alla criminalità e al degrado.
Non servono passerelle dopo che accadono i fatti.
Servono risposte prima che accadano.
Il Governo nazionale ha il dovere di spiegare agli italiani che fine abbiano fatto tutte le promesse sulla sicurezza fatte in campagna elettorale. Perché, dopo più di quattro anni, il bilancio non può essere affidato alla propaganda: sono i cittadini e gli operatori delle forze dell’ordine a vivere quotidianamente le conseguenze delle scelte di questo Governo”.