“I cristiano-democratici italiani: un futuro incerto”. Legge Fabio Fabiano.
In un documento riservato del 1° marzo 1982, declassificato nel 2007, gli analisti di Langley tracciavano un quadro dettagliato dei rischi legati alla perdita di consensi della Democrazia Cristiana e alla contemporanea crescita del Partito Comunista Italiano.
I timori principali di Washington e della CIA:
• Un possibile accordo DC-PCI: di fronte all’erosione dei voti e all’incapacità di rinnovarsi, il rischio che la DC cercasse un’intesa di governo con il PCI per mantenere la stabilità.
• La spaccatura del fronte centrista: un’alleanza con i comunisti avrebbe provocato una fuga dell’elettorato conservatore e una forte spaccatura interna al partito cattolico.
• La minaccia alla NATO e il rischio neutralità: nonostante l’autonomia del PCI da Mosca e le sue critiche al modello sovietico, la CIA era convinta che l’ingresso dei comunisti al governo avrebbe inevitabilmente spinto l’Italia verso una posizione di neutralità, compromettendo gli equilibri geopolitici e l’allineamento filoccidentale del Paese.