È disponibile online il 35° capitolo di 46909, la serie podcast firmata da Fabio Fabiano ed entrata a pieno titolo nel panorama del noir mediterraneo con L’Archivio dell’Ispettore Di Falco.
Scomparsa di Bianca e Nasser: la corsa contro il tempo e l’ombra dell’intelligence nel Canale di Sicilia
Dopo gli eventi drammatici e le rivelazioni emerse nei capitoli precedenti, la trama si infittisce ulteriormente: la squadra della Polizia Giudiziaria si trova ad affrontare le battute più serrate dell’indagine sulla scomparsa di Bianca e Nasser, muovendosi tra ombre dell’intelligence, piste di banchina e il mare aperto.
Superato il limite critico delle 72 ore, l’Ispettore Di Falco riunisce la squadra giudiziaria ad Agrigento. Sul tavolo indizi di banchina, pescherecci fantasma e l’ombra del “Guardiano del Faro”.
AGRIGENTO – Una stanza satura di fumo denso, odore di caffè stantio e il ronzio costante di un vecchio condizionatore. È in questo ambiente ruvido che la squadra della Polizia Giudiziaria guidata dall’Ispettore Di Falco si è radunata d’urgenza per fare il punto sulla misteriosa e inquietante scomparsa dei due giovani sposini, Bianca e Nasser. Il tempo delle ipotesi è finito: le indagini sono entrate ufficialmente nella loro fase più drammatica e decisiva.
La ricostruzione dei quattro giorni: il muro del tempo
Davanti alla storica bacheca in legno dell’ufficio, Di Falco ha fissato con quattro puntine metalliche un foglio bianco, tracciando a grandi lettere la cronologia della scomparsa: da Venerdì, giorno dell’arrivo della coppia, a Sabato, ultimo avvistamento confermato nei verbali, fino a Domenica, giorno della denuncia della madre, e Lunedì, data del ritrovamento dell’automobile.
Quattro giorni di buio pesto su cui grava la spietata regola non scritta dei sequestri di persona: superate le prime 72 ore senza una pista blindata, le probabilità di ritrovare gli ostaggi in vita crollano drammaticamente.
I Nuovi Reperti della Scientifica
Cambio alla guida: I rilievi confermano che l’auto dei ragazzi non è stata guidata fino al luogo del ritrovamento da Nasser, bensì da un terzo individuo.
Tracce di minio e grasso: Sul pedale della frizione è stata isolata una sostanza rossastra a base di minio (antiossidante tossico) unita a grasso lubrificante pesante.
L’antennula di gambero: Tra la melma del pedale è stato rinvenuto un frammento biologico determinante: un’impronta inequivocabile della banchina o del ponte di un peschereccio.
Muri di gomma e intrighi internazionali
A complicare terribilmente la caccia è il quadro d’ombra che circonda l’inchiesta. L’Ispettore Di Falco ha confermato ai suoi uomini la presenza di agenti dei Servizi Segreti italiani intercettati nei pressi della vettura. Ogni tentativo di ottenere il fascicolo riservato su Nasser tramite canali ufficiali si è scontrato con un rigido “muro di gomma” da Roma.
Ma la pista assume contorni ancora più oscuri dopo un contatto riservato con l’intelligence della Marina Militare americana (NCIS), che punta il dito contro una figura leggendaria dell’intelligence libica operante a Lampedusa, nota come “Il Guardiano del Faro”.
«Questa sporca storia profuma di nafta, di sale e di sangue freddo. I plans alti ci vogliono con le mani legate, ma è proprio quando si spegne la luce che noi dobbiamo cominciare a vedere.»
— Ispettore Di Falco
Il peschereccio fantasma e il deserto d’acqua
L’ultimo riscontro sul campo risale alla notte tra lunedì e martedì: un peschereccio battente bandiera libica, approdato in porto per una presunta avaria, è salpato improvvisamente a fari spenti prima dell’alba, tranciando di netto le cime d’ormeggio con un’accetta.
Tra gli agenti della squadra – tra cui Romano e Senese – il clima oscilla tra la ferrea lealtà al capo e l’amarezza per le condizioni di lavoro: senza supporto radar e con il Canale di Sicilia che si trasforma in un immenso deserto d’acqua nera, ritrovare quel guscio di legno significa inseguire un fantasma. Ma la squadra ha stretto i ranghi: la caccia è ufficialmente aperta.