“Il sindaco di Ravanusa, Salvatore Pitrola, è sotto indagine per aver deciso, nel pieno di una grave emergenza idrica, di utilizzare il pozzo comunale di Cianciaramito per usi dichiaratamente non potabili. Dinanzi a questa vicenda sento il dovere di assumere una posizione pubblica a sostegno del sindaco, la cui condotta ritengo giuridicamente inappuntabile, oltre che umanamente e politicamente encomiabile”. Così Carmelo Miceli, coordinatore regionale per la Sicilia di Progetto Civico Italia.
“La decisione va valutata nel contesto in cui è maturata: una comunità privata dell’approvvigionamento idrico e sottoposta a concreti rischi igienico-sanitari. Pitrola – continua Miceli – non ha agito clandestinamente né ha inteso eludere i controlli. Ha adottato pubblicamente un provvedimento amministrativo, indicando espressamente la destinazione non alimentare dell’acqua. Nessuna volontà di mettere in pericolo la popolazione. Nessuna volontà di introdurre acqua non potabile nel circuito potabile. Il sindaco ha agito per fronteggiare un’emergenza che riteneva pregiudizievole per la salute, l’igiene e la dignità della propria comunità. La sua condotta va pertanto valutata anche alla luce della causa di non punibilità dell’adempimento del dovere, prevista dall’art. 51 del Codice penale.
Per queste ragioni, a mio avviso, c’è una sola cosa da fare, e in fretta: archiviare la posizione del sindaco Pitrola.
E c’è di più: una volta definitivamente chiarita la vicenda e qualora ne sussistano i presupposti, chiedo che venga valutata la proposta di conferimento al sindacodell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, nel grado di Cavaliere, quale riconoscimento per l’impegno istituzionale e civile profuso nella tutela della propria comunità durante una grave emergenza.
Non come interferenza con la giustizia, ma come riconoscimento del valore del servizio istituzionale prestato alla comunità nel momento della difficoltà.
Chi amministra deve rispondere delle proprie decisioni. Ma chi si assume la responsabilità di proteggere la propria comunità merita anche che quel coraggio gli venga pubblicamente e formalmente riconosciuto”.