Roma, 22 ott. – “In Sicilia ho passato due giorni tra autotrasportatori e agricoltori, e ho visto lavoratori onesti e civili che non si sono fermati per capriccio, ma perché stremati da un quadro economico non più sostenibile. Molti di loro, negli ultimi mesi, hanno messo in moto i loro mezzi quasi sempre rimettendoci: tutto ciò è irricevibile. Non sappiamo se il pacchetto di misure varate dal governo sia sufficiente: l’impressione, a caldo, è che manchi il vero passaggio strutturale per dare un minimo di programmazione al lavoro, e cioè un price cap dinamico al prezzo del gasolio. I ristori coprono domande fiscali già presentate: qualora le crisi internazionali dovessero spingere il prezzo dei carburanti più su, potremmo essere di nuovo punto a capo. Meloni ha letteralmente sfilato dalle mani di Salvini il dossier “autotrasporto”: faccia lo stesso pure con il “giochino” del ponte sullo Stretto. Una vergogna indecente per tutto il Sud, aggravata ora anche da nuove inchieste giudiziarie: è ora di dire stop a questa pantomima. Con la carenza di risorse che ha il paese, tenere miliardi fermi per un progetto la cui gestione si è rivelata dilettantesca e indegna di una delle prime economie del mondo, è semplicemente folle”. Così in una nota la vicecapogruppo M5s al Senato Ketty Damante.