Il deputato: «Da mesi il governo Schifani non dà seguito a due norme approvate all’unanimità. Servono il decreto e regole chiare per garantire lavoro e servizi ai cittadini»
PALERMO. 02/09/2026 – «La legge c’è, è stata approvata all’unanimità dall’Ars ed è entrata in vigore, passando pure il vaglio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Quello che manca è il decreto della Regione. Per questo ho diffidato il presidente Schifani ad attuare immediatamente le norme necessarie al reimpiego prioritario dei lavoratori ex Almaviva Contact».
A dirlo è il deputato regionale del M5S Adriano Varrica, che ha inviato una formale diffida al presidente della Regione chiedendo che, entro 15 giorni, vengano adottati tutti gli atti necessari per dare attuazione all’articolo 8 della legge regionale 1/2026 e all’articolo 6 della legge regionale 11/2026.
Le due norme prevedono l’utilizzo prioritario del personale appartenente al bacino ex Almaviva Contact nei servizi multicanale per il monitoraggio e l’abbattimento delle liste d’attesa e per l’attivazione del servizio europeo 116/117 per le cure non urgenti.
«È particolarmente grave – sottolinea Varrica – che sia trascorso quasi un anno senza che sia stato emanato il decreto interassessoriale necessario a istituire il bacino dei lavoratori, nonostante il governo regionale, subito dopo l’approvazione della norma, avesse espresso pubblicamente grande soddisfazione».
L’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo, aveva infatti definito l’approvazione dell’emendamento «una risposta concreta per tanti lavoratori che aspettavano un’opportunità», sottolineando come la norma consentisse di «mettere insieme due obiettivi: da un lato dare lavoro, dall’altro rendere operativo in tempi più rapidi un servizio utile per i cittadini».
«Quelle parole – afferma Varrica – oggi stridono con una realtà nella quale, al netto di impercettibili passi avanti, non è stato ancora compiuto l’atto fondamentale previsto dalla legge ovvero l’istituzione del bacino. Peraltro senza questo passaggio non si possono tarare adeguatamente le azioni istituzionali. La Regione sa quanti lavoratori hanno già altre occupazioni? Per quante persone bisogna individuare una soluzione?».
Per Varrica, l’inerzia della Regione rischia inoltre di avere conseguenze sul piano finanziario: «In assenza del decreto e dei criteri che regolano l’ingresso e l’uscita dal bacino, non è possibile individuare il personale e dunque attivare le commesse. Eventuali procedure che non rispettassero l’obbligo previsto dalla legge esporrebbero certamente la Regione a contenziosi da parte dei lavoratori, con il rischio di conseguenti responsabilità amministrative e danno erariale».
«Confesso – conclude Varrica – che è frustrante vedere le modalità con cui il Governo Schifani sta portando avanti questa vertenza: riunioni periodiche in cui si ripetono sempre le stesse promesse, disattendendo continuamente le tempistiche previste, da anni. Non c’è più tempo da perdere. Ho diffidato il presidente Schifani affinché entro 15 giorni siano adottati tutti gli atti necessari, a partire dal decreto per l’istituzione del bacino. La legge è stata approvata: ora il governo regionale la applichi».