Dissalatore di Porto Empedocle, On. Ida Carmina (M5S): “L’emergenza idrica continua nell’indifferenza di Governo e Regione. Gli agrigentini costretti a riempire le cisterne con l’acqua minerale mentre il dissalatore appare inefficace e preoccupa lo sciopero degli autobottisti”
“È semplicemente inaccettabile che l’emergenza idrica che continua a colpire il territorio agrigentino venga affrontata con un’indifferenza ormai intollerabile da parte del Governo nazionale e della Regione Siciliana. Stiamo parlando della compressione di uno dei diritti fondamentali della persona: il diritto all’acqua”.
Lo dichiara la deputata del Movimento 5 Stelle Ida Carmina. “Per il Governo Meloni l’emergenza è ormai finita. Vengano però a dirlo alle famiglie di Agrigento che, in piena estate, con temperature torride, sono costrette a comprare acqua al supermercato per poter riempire le cisterne delle proprie case.
Con gli autobottisti che in sciopero non forniscono neppure un servizio sostitutivo e i cittadini sempre più esasperati patiscono le ondate di calore senza acqua e sono in pericolo igienico sanitario sempre più esasperati ed abbandonati a se stessi dal Governo nazionale e regionale.
È una situazione vergognosa, indegna di un Paese civile, che mortifica cittadini e imprese e certifica il fallimento delle politiche adottate finora.
La vicenda dimostra ancora una volta quanto sia stato disastroso il modo in cui è stata gestita la crisi idrica. Proprio ieri ho presentato l’ennesima interrogazione parlamentare sul dissalatore di Porto Empedocle, un’infrastruttura sulla quale sono stati investiti decine di milioni di euro e che, proprio nel momento di massimo bisogno, nel pieno della stagione estiva, continua a rivelarsi sostanzialmente inutile perché incapace di garantire il contributo per il quale era stata realizzata.
Ho presentato anche una formale istanza di accesso agli atti a Siciliacque e al Commissario straordinario.
Vogliamo vederci chiaro, non possiamo assistere in silenzio a questo spreco di risorse pubbliche mentre i cittadini restano senz’acqua.
È dovere delle istituzioni spiegare perché un’opera costata così tanto non sia oggi in grado di rispondere all’emergenza per cui era stata presentata come soluzione.
La mia richiesta ai Governi nazionale e regionale è ancora una volta chiara: servono interventi immediati e risposte concrete, non propaganda e rassicurazioni di circostanza.
Gli agrigentini meritano rispetto e hanno diritto a conoscere la verità.
Noi continueremo questa battaglia dentro e fuori dal Parlamento.
Andremo fino in fondo per accertare ogni responsabilità, rivolgendoci a tutte le sedi competenti, comprese le Procure della Repubblica, affinché venga fatta piena luce su quanto sta accadendo.
E non stiamo parlando soltanto di eventuali danni erariali derivanti dall’utilizzo di risorse pubbliche: qui è in gioco la salute dei cittadini.
Quando viene negato o compromesso l’accesso a un bene essenziale come l’acqua potabile, non si parla soltanto di cattiva amministrazione, ma di gravissime lesioni dei diritti fondamentali della comunità agrigentina”.