ROMA, 20 ott. – “Oggi in commissione Antimafia sono stato aggredito verbalmente dalla presidente Colosimo e dagli esponenti della maggioranza perchè stavo facendo una domanda, evidentemente non gradita, al procuratore De Luca, con la quale evidenziavo una grave e evidente violazione del Cpp compiuta dalla Procura di Caltanissetta. Quando ha compreso il punto di arrivo della mia domanda, la presidente ha fatto un’osservazione del tutto fuori luogo e poi ha cercato di zittirmi, facendo da scudo umano a protezione dell’audito. Colosimo ha detto che la Commissione non è sede di interrogatorio e che era stupita dalla mia attività da Pm. Fa finta di non sapere che la Commissione che presiede ha gli stessi poteri della magistratura inquirente e che io ho il diritto di fare le domande che reputo importanti. Se faccio domande scomode, la presidente se ne faccia una ragione. L’audito è libero di non rispondere, come in parte è accaduto. Nello specifico, ho chiesto al procuratore De Luca se trovasse normale intercettare per quindici mesi un parlamentare e trascrivere tutte le sue conversazioni relative alla sua attività politica e istituzionale riservata non inerenti alle indagini e poi farne uso extraprocessuale inviandole alla commissione Antimafia. Per quale ragione tutti i 50 parlamentari della Commissione, tutti i consulenti, tutti i giornalisti e lettori di atti processuali, devono conoscere i commenti di Scarpinato sulle visite in carcere di alcuni parlamentari all’anarchico Cospito o le riservatissime strategie politiche per l’elezione del presidente della commissione Antimafia? Ho ricordato a De Luca che quando il senatore Scarpinato ha chiesto al suo ufficio di espungere dalle trascrizioni le parti di conversazioni estranee alle indagini penali, lui con provvedimento apposito ha rigettato tale richiesta con la motivazione che le norme del Codice di Procedura Penale troverebbero applicazione solo nei casi nei quali si debba fare uso processuale delle intercettazioni e non anche quando se ne voglia fare uso extraprocessuale. Quindi c’era la volontà di farne uso extraprocessuale. Eppure oggi De Luca mi ha incredibilmente risposto che non comprende quale sia stato l’uso extraprocessuale delle intercettazioni tra Natoli e Scarpinato. Si è forse dimenticato di avere inviato tutte le trascrizioni alla presidente Colosimo che subito dopo sono finite, come era scontato, sui media dando il via ad una indegna campagna di strumentalizzazione politica? Inoltre il procuratore invece di avere senso delle istituzioni e fornire la risposta giuridica richiesta, ha gettato la palla in angolo dicendo che posso fare un esposto contro la Procura di Caltanissetta, con l’aggiunta sarcastica che nel caso l’esposto verrà aggiunto alla collezione. Lo farò, se è l’unico modo per fare luce sulla condotta della Procura di Caltanissetta, procederò su questa”.
Così il deputato Michele Gubitosa, componente della commissione Antimafia e vice presidente del M5S.