ROMA, 20 sett. – “Oggi lo spartiacque non è tra destra e sinistra ma tra l’alto e il basso, tra potenti ai vertici della piramide sociale e cittadini senza potere condannati a restare inchiodati sui gradini più bassi. Tu che chiedi il voto agli elettori, stai dalla parte degli oppressi o degli oppressori? Noi siamo sempre stati e sempre saremo dalla parte degli oppressi. Dunque restiamo uniti, incazzati e combattenti. Diciamo a tutti gli oppressori: sino a quando ci impedirete di realizzare i nostri sogni, noi vi impediremo di dormire sonni tranquilli”.
Lo ha detto il senatore M5S Roberto Scarpinato nel suo intervento a Nova 2026, la kermesse di due giorni del Movimento Cinque Stelle a Milano.
“Viviamo in un tempo – ha aggiunto – nel quale il potere ha gettato la maschera e mostra il suo vero volto. Si sente così forte, da non ritenere più necessario celarsi. Una dei più grandi crimini contro l’umanità del nostro tempo è stato il genocidio di Gaza: più di 74.000 palestinesi trucidati in modo premeditato. Viviamo in un tempo di mafiosizzazione della politica. Nel mondo mafioso, domina la logica del clan: ti puntano la pistola alla testa e ti impongono di fare quello che ti chiedono. E cosa fanno oggi Trump, Netanyahu e i loro reggicoda? Chiedono ad altri popoli di sottomettersi. E chi osa denunciare, viene sottoposto a gravi sanzioni, come è a accaduto a Francesca Albanese e altri. Chi oggi è al potere si spaccia per decisore politico, in realtà è esecutore di decisioni prese dall’alto, in una verticale del potere che partendo da Washinton, passa per Bruxelles e attraversa le grandi oligarchie che dominano il mondo dell’economia e della finanza. Hanno patteggiato che nei prossimi anni centinaia di miliardi dei cittadini, invece di essere impiegati per curare i nostri malati, pagare le pensioni, rimettere in sesto i servizi pubblici, devono arricchire le industrie del comparto militare, le cui azioni volano in borsa grazie agli acquisti da parte dei grandi fondi internazionali che hanno investito nell’economia della morte. Forti con i deboli e deboli con i forti. Questa politica, non potendo dare nessuna risposta ai bisogni della popolazione, vive della costruzione di enormi reti clientelari ed è allergica ad ogni controllo. Allora che fare? Fuori da qui c’è un popolo disposto a mobilitarsi se gli viene offerto qualcosa per cui valga la pena, come accaduto al referendum e per le proteste su Gaza. La proposta politica, quindi, non può essere solo una sommatoria di promesse per aggiustare l’esistente. La realtà bisogna cambiarla in modo radicale. Serve un impegno ad abrogare nei primi mesi di legislatura tutte le leggi vergogna di questa maggioranza e a dire no all’economia di morte. Inoltre, bisogna fare le riforme necessarie per ridare sostanza alla Costituzione: il diritto alla sanità pubblica, al lavoro e ad un salario dignitoso, il diritto dei giovani a costruire il proprio futuro. La politica deve ribaltare il suo rapporto con l’economia, riprendere la leadership per orientare i grandi processi economici”.