Palermo, 18 settembre 2026 – “L’Arpa Sicilia, pur svolgendo servizi essenziali per la salute dei cittadini, ha una scopertura d’organico di oltre il 70% e al danno rischia di aggiungersi la beffa: 90 precari, altamente specializzati e selezionati con procedura pubblica, a novembre andranno a casa, disperdendo un patrimonio di competenza e professionalità. Chiediamo al Governo regionale e all’Assemblea regionale siciliana di evitare un disastro annunciato, attuando la stabilizzazione prevista dalle norme nazionali”. Lo dice Giuseppe Badagliacca del sindacato Csa-Cisal, che ha scritto una nota al presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e all’assessore regionale al Territorio Giusi Savarino per chiedere la convocazione di un incontro istituzionale.
“Più volte nell’ultimo anno abbiamo rappresentato una situazione che è ai limiti del paradosso – dice Badagliacca – e che riguarda 90 lavoratori altamente specializzati che sono stati assunti a tempo determinato, mediante selezione pubblica, e i cui contratti scadranno a novembre 2026. Grazie alla legge nazionale 69/2025, però, la Sicilia potrebbe stabilizzarli con una norma per la deroga e un finanziamento di 5 milioni di euro, il che sarebbe una manna dal cielo per un ente che ha una scopertura d’organico del 70% pur svolgendo compiti fondamentali come il monitoraggio delle acque e dell’aria”.
“La norma sul blocco delle assunzioni ha penalizzato anche l’Arpa e quindi questi 90 precari e le loro famiglie – conclude Badagliacca -. Per questo rivolgiamo un appello alle forze parlamentari di maggioranza e opposizione: il destino delle lavoratrici e dei lavoratori deve essere una priorità per tutti, sottraendo un tema delicato come questo agli scontri politici”.