ROMA, 28 maggio – “Comprendiamo la perplessità espressa dal Comune di Corleone per il fatto che a Maria Concetta Riina, figlia del superboss Totò, e al marito Antonio Ciavarello sia stato concesso l’obbligo di dimora nel territorio della Città di Corleone al posto della misura cautelare in carcere. Il Comune siciliano ricorda giustamente di aver chiesto, anche in occasione della commemorazione della Strage di Capaci, un puntuale intervento legislativo al fine di impedire che soggetti condannati per mafia possano ritornare nei territori di provenienza. Invece ormai da tre anni assistiamo al ritorno seriale di boss irriducibili nei loro territori siciliani dopo l’uscita dal carcere. In questo contesto allarmante si iscrive la legge del governo Meloni sulla revisione dell’ergastolo ostativo che ha respinto tutti gli emendamenti da noi proposti per limitare la fuoriuscita dal carcere solo ai casi di effettivo e verificato ravvedimento, di ripudio del codice culturale mafioso e di rivelazione del patrimonio illegale occulto sfuggito alla confisca, evitando così di peggiorare il quadro sociale. Il ritorno sul territorio di esponenti del gotha mafioso viene infatti percepito dalla società civile come un segnale demotivante e dalla mafia come premiante per chi sa tenere la bocca chiusa. Il Comune di Corleone segnala anche il preoccupante ritorno alla prepotenza del metodo mafioso. E’ esattamente così, stanno tornando a passo di carica i proiettili, le intimidazioni e la prepotenza della mafia di strada. Parallelamente, prolifera quella dei colletti bianchi che ha anche raccolto i segnali della destra al governo: la liberalizzazione dei subappalti a cascata e degli affidamenti diretti, la cancellazione dell’abuso d’ufficio, l’indebolimento delle intercettazioni e altre norme scellerate che hanno fatto ringalluzzire i clan e i comitati d’affari”.
Così in una nota la senatrice M5S Dolores Bevilacqua e il senatore M5S Roberto Scarpinato.