Zanetti – No a Gentiloni e a Governo Renzi senza Renzi

enrico_zanettiPenso le abbiano capite, le ho spiegate in modo molto semplice”. Così Enrico Zanetti, ex Vice Ministro dell’economia durante il governo Renzi, risponde sulle ragioni del suo no al governo Gentiloni a Maria Latella durante Nessuna è perfetta, il programma in onda ogni domenica alle 10.00 su Radio 24.

Zanetti spiega poi il perché del suo no: “Di fronte a un governo di transizionenecessario in attesa di una legge elettorale, non avrei avuto certamente problemi a farmi carico della responsabilità insieme al mio movimento, per quota parte; di fronte invece alla riproposizione del governo Renzi senza Renzi, nel quale noi avevamo creduto, e crediamo ancora, ho ritenuto però più opportuno attendere un passaggio elettorale. Se gli elettori ci manderanno di nuovo al governo, volentieri parteciperemo, così francamente ci sembra una scelta azzardata e anche poco rispettosa di un esito elettorale che è stato a noi avverso ma anche molto chiaro.” Zanetti prosegue poi spiegando il concetto dell’assertività, tema della puntata di domenica 22 gennaio di Nessuna è Perfetta, applicato alla politica: “Queste credo siano delle argomentazioni, appunto, chiare e assertive. In politica è necessario essere estetici prima ancora che assertivi, l’importante poi però, quando c’è lo spazio per poter argomentare meglio le proprie sintetiche dichiarazioni, è avere gli argomenti, appunto, per andare in quella direzione, altrimenti si passa dalla giusta sintesi al bieco slogan”.

I 3 miliardi si devono trovare ma l’Europa sbaglia

Dove cercare i 3 miliardi che l’Europa ci chiede in più? “Si devono trovare. Non va fatta alcuna manovra correttiva, il 2,4 va benissimo, è meno del 2,6 dell’anno scorso che a sua volta era meno del tre per cento che avevamo trovato all’inizio della nostra avventura di governo.” Zanetti spiega: “Ogni anno devono continuare ad esserci miglioramenti, questa è una cosa che ci dobbiamo auto imporre come italiani, perché se no non abbiamo capito veramente nulla, ma questi miglioramenti devono essere sostenibili rispetto a un’economia che a sua volta sta crescendo in modo molto contenuto. Fino a che non ci sarà una crescita più robusta, i miglioramenti non possono essere più robusti di quelli che stiamo noi stessi proponendo, e che ci sono, quindi l’Europa, lo dico da europeista convinto, in questo caso, sbaglia ad attaccarsi ad un ulteriore zero due per cento, e deve lasciare che l’Italia migliori anno su anno in modo graduale

 

 

 

 

 

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