Il non immanente Manenti

manentiPurtroppo non conosco a fondo la vita quotidiana degli altri Paesi, altrimenti forse scoprirei che non sono molto diversi da noi. Ma qualcosa mi dice che personaggi come il Manenti, Presidente del Parma Calcio, solo da noi possono nascere, crescere e in qualche modo anche prosperare. A noi c’ha fregato Machiavelli, diciamocela tutta. Co’ ‘sta storia che il fine giustifica i mezzi e che ad ogni livello di verità ce ne stanno almeno dieci di menzogna, abbiamo avallato e fatto prosperare una stirpe tutta italiani di paraculi e peracottari che potremmo scriverci non un libro ma un’enciclopedia. In alcuni casi questi personaggi da operetta hanno gestito il potere, il potere vero: penso a Gelli o Bisignani o al mitico Evangelisti del “a Frà, che te serve?” di andreottiana memoria.

Però anche per essere dei grandi malvagi serve intelligenza, spregiudicatezza, un paio di testicoli di dimensioni ragguardevoli e soprattutto una rete di conoscenze dove è utile, Vaticano in primis. Altrimenti si diventa degli uomini ridicoli, che purtroppo fanno spesso una brutta fine, tipo il povero Calvi sotto il ponte dei frati neri. E quindi solo in Italia poteva comprare il Parma Calcio, spendendo la folle cifra di un euro, il notissimo imprenditore lombardo Giampietro Manenti.

Intendiamoci, non è che Manenti non avesse le sue ragioni: in un paese dove regalano Telecom o Alitalia a gente che non mette quasi una lira, perché lui non avrebbe dovuto prendersi il Parma a un euro? Tra l’altro, il venditore non era certo un personaggio molto differente: petroliere albanese, compra il Parma a gennaio, fa diventare Presidente prima un gioielliere di Piacenza – che cazzo di conoscenze hanno i gioiellieri di Piacenza? Ma voleva forse riunificare il Ducato? – e poi un altro ragazzotto albanese, prima di realizzare una plusvalenza sbolognando il Parma a Manenti.

Come tutti sanno, la figura più amata, desiderata, attesa in Italia è il Cavaliere Bianco, impersonificazione equina dello Stellone Italico. Per gli stranieri che stessero leggendo queste righe, vado a spiegare in sintesi: in Italia non si fanno mai le cose per bene, si combinano sempre dei casini inenarrabili, tanto arriva sempre una botta di culo micidiale a salvarti la ghirba oppure un fessacchiotto che mette i propri soldi per un’impresa impossibile. Dato che purtroppo come noto la mamma dei fessi è sempre stabile al reparto ostetricia, qualche Cavaliere Bianco che si è svenato per il calcio c’è stato, forse anche più di uno: ricordiamo il povero Sensi a Roma che ha dilapidato un impero, Moratti a Milano che ha speso un miliardo di euro ma almeno ha portato a casa un triplete, o Naldi a Napoli che per poco non deve vendere tutti i suoi alberghi.

Quindi che i calciatori del Parma, che non ricevono stipendi da mesi, i tifosi e anche il Sindaco Pinzarrotti sperassero in un miracolo, ci può stare. Ah Pinzarrotti! Il tenero Giacomo, che è diventato famoso solo perché ha detto a Grillo che pensava con la sua testa, guardate a cosa ci dobbiamo attaccare. Lo stesso Pizzarottiche prima ha ricevuto il petroliere albanese, che poi come si sa si è dato alla velocità della luce, e non contento ha anche ricevuto Manenti. Peccato che all’uscita dall’incontro la Polizia Municipale di Parma abbia sequestrato a Manenti la sua Citroen C3  – non una Ferrari, si badi bene – perché era in stato di fermo amministrativo a causa di 1.900 euro di multe non pagate. E questo, caro Sindaco, è l’uomo che avrebbe dovuto ripianare 100 milioni di debiti? Quando i Sindaci italiani impareranno a farsi i cazzi loro, governare la città e trattare il calcio come un’impresa qualsiasi sarà sempre troppo tardi.

Insomma Manenti non ha i soldi per pagare le multe, non ha i soldi per comprare il Parma, però dovrebbe saldare una ventina di milioni di stipendi e contributi, più altra robina per arrivare a un centinaio di milioni di euro. A parte che il Parma si è no mette in tasca ogni anno una quarantina di milioni di euro, e se andrà in B se li sognerà, ma dove li dovrebbe prendere Manenti questi soldi? Ma cazzo, è un imprenditore! Diranno i nostri piccoli lettori. Se. In Italia ha SOLO una società individuale di pulizie (traduzione: le fa lui le pulizie). Poi ha una non meglio precisata società in Slovenia, dal capitale sociale di EURO 7.500  senza dipendenti. Fine. Questo stesso imprenditore ha tentato prima di comprare la Cartiere Pigna, pare non presentandosi all’incontro finale dal notaio per il passaggio della proprietà e dei soldi, ovviamente e poi il Brescia Calcio, sbandierando il ritorno di Roby Baggio.

Finalmente arriva a Parma, e qualcuno abbocca. Si presenta anche nelle riunioni di Lega. Figuratevi gli altri presidenti, tra cui primeggiano anche pregiudicati, se possono tollerare un tipo così. Lo sbeffeggiano e lui ne soffre. Allora decide di vendicarsi e per dimostrare che non è un bluff, si mette d’accordo con una banda di delinquenti comuni per clonare delle carte di credito, far affluire i soldi nelle sue tasche, saldare un po’ di debiti al Parma, e uscirsene con una bella plusvalenza. Per fortuna nostra alla Guardia di Finanza non c’hanno l’anello al naso e arrestano lui e tutti i malandrini. Fine della storia.

Conclusione e morale: il Parma probabilmente porterà i libri in tribunale, scomparirà dalla serie A e forse anche dal calcio professionistico, e i suoi giocatori andranno altrove. I controllori, Federcalcio, Lega, Covisoc, Associazione Calciatori, continueranno a fottersene delle regole e avalleranno ancora la possibilità che in Italia ci siano delle società che vivono in contrasto con le regole economiche di tutte le altre società imprenditoriali del paese. Noi continueremo a tifare, e non ci fregherà niente da dove vengono i soldi. E il povero Manenti verrà liberato, e quando le acque si saranno calmate tenterà qualche altro colpo grosso. Ho sentito dire che il Governo vuole vendere l’ENI.

Rodocarda

 

 

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