Francia nemico n° 1 di al-Qaeda

al-QaedaL’ha dichiarato ufficialmente in un video postato su YouTube il leader ideologico di Al-Qaeda nello Yemen, Ibrahim al-Rubaish: “Con l’indebolimento degli Stati Uniti degli ultimi anni, la Francia è diventata ora il nemico numero uno dell’Islam”. Si tratta dall’AQAP ossia di Al-Qaeda nella penisola arabica, il ramo più pericoloso del gruppo terrorista.

Per gli osservatori attenti non c’era bisogno di un melodrammatico annuncio. Gli attentati di Parigi del 7 gennaio scorso erano già stati rivendicati dallo stesso gruppo yemenita tramite un altro membro: Nasser bin Ali al-Ansi. Del resto i fratelli Kouachi erano legati allo Yemen. Lo stesso Chérif Kouachi aveva affermato, durante l’assedio, di essere stato finanziato dallo Sceicco Al-Awlaqui.

Il fatto che gli USA siano “indeboliti” è tutto da verificare e non si capisce esattamente a cosa il leader yemenita si riferisca. Che la Francia sia nel mirino era già estrapolabile dal numero di jihadisti e di aspiranti jihadisti in circolazione. O ci volevano gli attentati del 7 gennaio? Qualche falla nei servizi di sorveglianza l’ha ammessa pure il Primo Ministro Valls. I fratelli Kouachi e Coulibaly, l’attentatore del supermercato ebraico, non erano sconosciuti all’antiterrorismo.

Ma qualcosa funziona a rilento. Il Ministro dell’Interno Cazeneuve ha dichiarato pochi giorni fa che i jihadisti si infiltrano tramite i social network. Una scoperta inaudita! Sull’uso dei social network durante le rivoluzioni arabe e poi dai gruppi terroristici ne avevamo già scritto nel 2011 come sull’importanza della comunicazione in rete.

Che un paese come la Francia, in cui il termine “sicurezza” è usato ad ogni piè sospinto, possa farsi cogliere così impreparato è tanto più incomprensibile anche in considerazione degli impegni militari francesi Africa e Medio Oriente per combattere lo stesso terrorismo. Dati anche i continui appelli rivolti ai sostenitori occidentali della Jihad ad attaccare “in casa”, gli interni, la difesa ed i servizi potrebbero spendere più energie a seguire i movimenti jihadisti su internet perché l’enorme spiegamento di forze per le vie delle città francesi può rassicurare la popolazione ma non è impossibile ma non mette al riparo da attentati. Il Ministro Cazeneuve ci è arrivato, sembra. Meglio tardi che mai!

Luisa Pace

 

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