VOGLIAMO MAURO MELLINI SENATORE A VITA

L’iniziativa, che trova fondamento nell’art. 59, comma 2 della Costituzione (Il Presidente della Repubblica può nominare cinque senatori a vita per aver “illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”),  nasce da un idea dell’avvocato Giuseppe Lipera, e si sta divulgando attraverso una pagina dedicata sul noto social network Facebook.

 Nel momento di profonda crisi che attraversa l’Italia, che secondo alcuni non è solo recessione economica ma vera e propria decadenza politica, morale, istituzionale ove chiunque fa a gara per  aggravare per la realtà – spiega l’avvocato Lipera -, c’è qualcuno che spera che le cose migliorino in meglio e che tutto questo non dipende dai momenti siderali che incombono ma dagli uomini chiave che reggono le sorti del paese.

Sulla base di questa considerazione è nata l’idea di proporre al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, di nominare senatore a vita Mauro Mellini, al quale va dato atto di essere stato fra i primi, se non il solo, a capire, più di trent’anni fa, cosa accadeva in Italia e cosa si sarebbe dovuto fare per migliorarla nel campo della Giustizia. Purtroppo fino ad oggi Mellini pare abbia fatto la fine di Cassandra, cioè è rimasto inascoltato.

Ad esempio tutti hanno visto in questi mesi lo sconto tra alcune frange della magistratura e le massime istituzioni (v. Presidenza della Repubblica), ebbene non si sarebbero stupiti se avessero letto l’ultima opera di Mellini e cioè “Il Partito dei Magistrati”, ultima sua opera pubblicata in Sicilia già da quasi un anno.

Mauro Mellini, nato a Civitavecchia10 febbraio 1927,  vive a Roma.

Avvocato e politico italiano, è stato parlamentare del Partito Radicale, di cui fu tra i fondatori.

Eletto deputato alle elezioni politiche del 1976, ha combattuto le più note battaglie radicali per poi allontanarsi dal partito alla fine degli anni ottanta in concomitanza con la scelta del Partito Radicale di trasformarsi in soggetto transnazionale e di non partecipare più a competizioni elettorali italiane.

Successivamente ha ricoperto il ruolo di componente del Consiglio Superiore della Magistratura. Editorialista e saggista, è autore di numerosi scritti, in cui con vena polemica indaga sulle storture della legge. Il suo testo più noto è Così annulla la Sacra Rota (Samonà & Savelli), che contribuì fortemente all’approvazione della legge sul divorzio.

Nel 2006 ha fondato insieme ad Alessio Di Carlo il periodico on line http://www.giustiziagiusta.info, dedicato ai temi della giustizia in chiave garantista.

È stato uno dei primi e più strenui difensori del garantismo, a partire dal celebre caso Enzo Tortora

Tra le sue Opere: L’annullamento facile (pseudonimo Simplicius), 1967
Così Annulla la Sacra Rota, Samonà e Savelli, 1969
Le sante nullità, Savelli, 1974
1976 Brigate Rosse, operazione aborto, Savelli, 1974
La Rima nel Pugno, Partito Radicale Lazio, 1979
Eminenza la pentita ha parlato, I Ed., Pironti, 1982
Una Repubblica pentita, supplemento di Notizie Radicali, 1984
C’era una volta Montecitorio, EquiLibri, 1984
Il giudice e il pentito, Sugarco, 1986
Norme penali sull’obiezione di coscienza, Scipioni, 1987
Misure di prevenzione, Partito Radicale, 1987
La notte della giustizia, Stampa Alternativa, 1990
Eminenza la pentita ha parlato, II Ed., Adriatica Ancona, 1993
La bancarotta della giustizia, SIR, 1990
Il partito che non c’era, Adriatica Ancona, 1992
Il golpe dei giudici, Spirali/Vel, 1994
Toghe padrone, Spirali/Vel, 1996
E arrestarono Nicolò Nicolosi, Edi.De.Gi., 1997
Il Regime Gattopardo, Spirali/Vel, 1998
Nelle mani dei pentiti, Spirali, 1999
Processo al Capomandamento, 2003
Tra corvi e Pentiti, Koiné, 2005
La fabbrica degli errori, Koiné, 2005
‘sta povera giustizzia, Rubbettino, 2008

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