L’invenzione giuridica e la censura dell’informazione

Agrigento – L’occasione per l’invenzione giuridica, è stata data da una vicenda di cronaca che ha avuto per protagonisti l’avvocato Arnone e una sua assistita, la signora  Maria Grazia Di Marco, che,avrebbe denunciato il legale per averla aggredita, presa a schiaffi, e per aver tentato di darle una testata, pretendendo che la signora firmasse una procura che la donna invece non intendeva assolutamente firmare.

Un fatto di cronaca, del quale avevamo già scritto (leggi qui), così come avevamo successivamente dato notizia del fatto che la signora aveva ritirato la querela presentata contro l’avvocato (leggi il comunicato).

Una vicenda di cronaca, sulla quale si sarebbe voluta far calare una coltre di silenzio, utilizzando un termine ormai molto in voga (privacy) ogniqualvolta si vuol censurare una notizia.

La denuncia presentata dalla Di Marco contro Arnone, così come scrive Grandangolo, “ha provocato polemiche e commenti. In una settimana molte voci si sono levate pro e contro sino a quando, lo abbiamo appreso da Teleacras (che non dà notizia dell’aggressione ma fa parlare Arnone in replica ad una notizia mai data) la stessa Maria Grazia Di Marco , con un comunicato stampa ha dichiarato di aver ritirato la querela” e che la vicenda è da ritenersi chiusa.

E chiusa lo sarebbe davvero – anche se non per la magistratura -, se non si fosse arrivati all’ennesimo tentativo di censurare l’informazione, con tanto di diffida da parte dell’avvocato Valentina Riccobene,  difensore della Di Marco, a dare seguito alle notizie che violerebbero la privacy, il segreto istruttorio ecc., posto che la querela nei confronti del presunto aggressore (Arnone) è stata rimessa.

Diffida, quella dell’avvocato Riccobene, che non ha per nulla intimidito il direttore di Grandangolo (né lavalledeitempli.net, espressamente citata nella diffida della quale torneremo a breve a parlare), che ritorna sull’argomento narrando aspetti inediti della vicenda: “Maria Grazia Di Marco ha denunciato di aver avuto tirati i capelli; di aver subito danni ad un orecchio dove peraltro mantiene un apparecchio acustico. Inoltre afferma testualmente, a proposito del documento che Arnone voleva farle firmare a tutti i costi: Mi voleva costringere a firmare una dichiarazione ed impegnarmi a mantenere lui come avvocato”.

Orbene, appare fin troppo evidente, come di privacy vi sia ben poco, mentre molto c’è di cronaca.

Senza entrare nel merito della presunta aggressione, sia essa semplice strattona mento, o come dichiarato dalla Di Marco strattonamento, schiaffi, tentata testata, tirata di capelli e danni ad un orecchio, non si può certo parlare di consiglio dato ad un’amica. Spetterà poi agli inquirenti, accertare la veridicità dell’accaduto.

Discorso ben diverso, quello delle nuove invenzioni nel settore della giurisprudenza.

Una materia del tutto nuova, che dovrebbe essere oggetto di nuove leggi sui brevetti che tengano in debito conto le peculiarità della materia, introducendo una serie di modifiche alla vecchia normativa.

Va infatti garantita una protezione efficace e adeguata delle invenzioni giuridiche, volta alla difesa della proprietà intellettuale dell’oggetto (si fa per dire), impedendo che lo stesso possa essere piratato. Argomento che certamente verrà trattato allorquando si procederà a nuova negoziazione del  “Trattato sul diritto dei brevetti”.

L’avvocato Valentina Riccobene, a tutela degli interessi della Di Marco, fa ricorso ad una nuova forma di notifica di una diffida, indirizzata al Giornale Grandangolo, al Giornale on-line La Valle dei Templi e.p.c. agli altri organi di informazione.

L’avvocato infatti, anziché ricorrere alle ordinarie forme per notificare l’atto, si avvale della “diffida notificata a mezzo tv” che, non inviata a nessuno degli indirizzi conosciuti di Grandangolo, del La Valle dei Templi, né degli organi stampa a cui indirizzata per conoscenza, viene pubblicata soltanto sul sito dell’emittente televisiva Teleacras (leggi l’intervento di Arnone e a seguire la diffida da parte dell’avvocato Riccobene).

Orbene, fatto salvo il caso che una norma a noi sconosciuta non equipari l’emittente Teleacras all’Ufficiale Giudiziario, all’avvocato, o quantomeno all’Albo Pretorio, andrebbe considerata nulla, se non inesistente.

Che la legge n. 53/1994 attribuisse agli Avvocati la facoltà di notificazione degli atti giudiziari, facendo venire meno l’intermediazione necessaria dell’Ufficiale Giudiziario e consentendo anche agli avvocati di svolgere questa funzione, notificando in proprio tutti gli atti, lo sanno anche le matricole di giurisprudenza, ma ciò non toglie che le forme previste per le notifiche vadano rispettate.

La legge prevede infatti, che a potersi avvalere di tale facoltà, siano avvocati iscritti  all’albo; preventivamente autorizzi dal proprio Consiglio dell’Ordine; muniti d’apposito registro cronologico; muniti di procura alle liti, rilasciata nelle forme di cui all’art. 83 C.p.c.

Nessun cenno è fatto in merito ad emittenti televisive che svolgano il ruolo dell’Ufficiale Giudiziario.

La “diffida notificata a mezzo tv”, sarebbe pertanto meritevole di brevetto, che ne tuteli la proprietà intellettuale dell’autore.

In previsione di possibile futura corrispondenza con l’avvocato Riccobene, cogliamo l’occasione per informare il legale, che utilizzando il medesimo stile e rispetto delle forme, i contenuti di nostre eventuali comunicazioni potrà conoscerli su un blog che attiveremo all’occorrenza in quel di Burkina Faso, in lingua bamanankan.

Gian J. Morici

 

condividi su:

4 Responses to L’invenzione giuridica e la censura dell’informazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *