Chi babbia con il lavoro – Siamo tutti stronzetti?

A tornare sull’argomento, il settimanale Centonove, che allo IAL CISL in liquidazione, dedica il proprio editoriale. Qualcuno (leggi l’articolo), farebbe bene a ripensare alle accuse, condite da inutili e volgari offese, mosse nei riguardi di quanti avevano avuto il coraggio di denunciare in tempi non sospetti quello che è ora sotto gli occhi di tutti.

Evidentemente, se è vero che la miglior difesa è l’attacco, chi rispetto quanto denunciato all’opinione pubblica si trovava ad avere la coda di paglia, non poteva fare diversamente da ciò che ha fatto.

Da parte nostra, non possiamo che provare soltanto un’infinita pena per quanti non hanno mai potuto controbattere i nostri scritti, limitandosi all’invettiva.

gjm

Questo l’editoriale di Centonove:

Chi babbia con il lavoro
LO IAL CISL IN LIQUIDAZIONE. Non è una grande notizia: in liquidazione bisogna mettere tutti i grandi enti che pompano da anni milioni e milioni di euro dalla Regione. Per una ragione molto semplice: il sistema formativo non funziona. E’ un palliativo. Serve solo a trovare lavoro a chi “bazzica” sindacati e enti accreditati. Distrae fondi dalla creazione reale di occupazione. E’ una realtà scandalosamente sotto gli occhi di tutti. Il mercato del lavoro è falsato dall’esistenza di questi enti di formazione. Perchè se è vero che il risultato finale, come hanno ammesso tutti i protagonisti della filiera, si misura nello zero virgola qualcosa, non si capisce a che gioco si sta giocando. Esiste Italia Lavoro che già finanzia le “borse lavoro”: e’ un meccanismo che funziona e crea lavoro reale. Il resto delle occasioni di sviluppo e gli stages sbandierati sui giornali sono solo vecchia politica democristiana. E della peggiore. Il nodo che sta alla base delle incongruenze di questo governo è semplice: che fine ha fatto Sviluppo Italia Sicilia? Che fine hanno fatto i bandi per l’occupazione giovanile? Non se ne sa nulla. Come nulla si sa di tutti i piani di rilancio dell’economia al Sud, a partire dalla burla del credito di imposta. Di questo passo, a prendere tempo, il baratro si avvicina. C’è il sospetto fondato che non lo si sia capito fino in fondo. E con una materia incandescente si stia “babbiando” troppo.

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