Palazzo Lo Jacono, ennesimo colpo di scena. E adesso?

Una storia che si prospetta ricca di colpi di scena quella del crollo di Palazzo Lo Jacono, che già fin dalle prime ore ha fatto registrare interventi che hanno presto assunto il sapore dello “scaricabarile” sulle possibili responsabilità.

Già nel corso della conferenza stampa indetta dal sindaco di Agrigento Marco Zambuto, avevamo chiesto si facesse chiarezza in ordine alle responsabilità in materia d’incolumità pubblica; chiarimenti in merito a chi avesse il possesso e disponibilità dell’immobile al momento del crollo etc.

Solo a seguito delle nostre domande, il sindaco ha preteso che a rispondere fosse l’ingegnere capo del Comune di Agrigento, che ha preferito non entrare nel merito delle possibili responsabilità, tergiversando sulle domande poste dal nostro giornale.

Ad aggiungere la ciliegina sulla torta, il bravo direttore della testata giornalistica AgrigentoInformazione.it, Gerlando Gandolfo, con il suo articolo dal titolo “Colpo di scena nel crollo del Palazzo Lo Jacono”.

Un articolo, che, se quanto dichiarato dai proprietari rispondesse a verità, lascerebbe ben pochi dubbi quantomeno in merito al possesso dell’edificio nel corso di questi ultimi tre anni:

COLPO DI SCENA NEL CROLLO DEL PALAZZO LO JACONO

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE CONDANNATA DAL TAR A FORNIRE PROGETTI E RELAZIONI TECNICHE

I PROPRIETARI ACCUSANO IL COMUNE:
“HA EFFETTUATO ALCUNE DEMOLIZIONI SENZA COMUNICARCELO”
E’ VENUTO GIU’ PER QUESTO?

‘Il Comune di Agrigento ha proceduto ad alcune demolizioni all’interno dell’immobile senza comunicarcelo’.
Lo sostiene uno dei proprietari del palazzo Lo Jacono crollato la mattina del giorno di Pasquetta nel centro storico di Agrigento, che si era rivolto prima del crollo stesso al Tar perché il Comune, nonostante la formale richiesta, non aveva rilasciato copia dei progetti e delle relazioni tecniche relativi ai lavori effettuati nel palazzo.
Il proprietario, assistito dall’avvocato Girolamo Rubino, si è così rivolto al Tar che ha ordinato al Comune di rilasciare gli atti richiesti.
In particolare è stato rilevato davanti ai giudici amministrativi che gli operai inviati dal Comune avevano proceduto alla demolizione parziale dell’ultimo piano, del relativo sottotetto e della copertura soprastante nonchè all’ancoraggio del cantone posto all’incrocio tra le vie Santa Maria dei Greci e salita Sant’Alfonso.
La Procura della repubblica di Agrigento che ha avviato un’inchiesta dovrà ora valutare se i lavori di demolizione effettuati dal Comune abbiano potuto determinare o favorire il crollo del palazzo.

Uno dei proprietario, spiega il legale, aveva avuto notizia che alcuni operai incaricati dal comune di Agrigento si erano introdotti nel citato immobile ed avevano proceduto a talune demolizioni.
In particolare i detti operai avevano proceduto alla demolizione parziale dell’ultimo piano, del relativo sottotetto e della copertura soprastante nonchè all’ancoraggio del cantone posto all’incrocio tra le vie Santa Maria dei Greci e Salita Sant’Alfonso.
Non avendo il comune di Agrigento inviato all’interessato alcuna comunicazione in ordine all’espletamento di tali lavori lo stesso avanzava un’istanza di accesso al comune di Agrigento, ai sensi della legge n. 241 del ’90 (cd. legge sulla trasparenza amministrativa ), chiedendo copia dei provvedimenti con i quali era stato disposto lo svolgimento dei summenzionati lavori, nonchè di ogni altro documento relativo ai lavori ( progetti , relazioni tecniche,etc.)
Essendo rimasta silente l’amministrazione comunale l’ interessato ha proposto un ricorso davanti al tar sicilia, con il patrocinio dell’avv. Girolamo Rubino, chiedendo l’emanazione di un ordine di esibizione nei confronti del comune di Agrigento.
Il Tar Sicilia Palermo sez. 2 , Presidente Nicolò Monteleone relatore il consigliere Cosimio Di Paola, ritenendo fondato il ricorso patrocinato dall’avv. Rubino ha ordinato al comune di Agrigento il rilascio degli atti richiesti, condannando il comune di Agrigento anche al pagamento delle spese giudiziali, liquidate in euro mille oltre iva e cassa di previdenza forense.
Essendo nelle more del giudizio intervenuto il ben noto crollo nel centro storico di Agrigento il rilascio dei documenti ordinato dal Tar – dice l’avvocato Rubino – acquisirà particolare importanza ai fini del giudizio risarcitorio che i privati promuoveranno nei confronti del comune di Agrigento.

Fonte: AgrigentoInformazione.it

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