La Città di Agrigento, sotto le macerie come nell’ultima grande guerra: riflessioni politiche

di Aldo Capitano

La fine della seconda guerra mondiale, per colpa di uomini impazziti,segnò la fine di una grande parte della storia che ha catapultato diverse nazioni nella più profonda miseria .
Le macerie lasciate dai bombardamenti di terra , di mare e di cielo, hanno determinato danni incalcolabili che fino ad oggi sono ancora residuali.
La fine della guerra, segnò una lenta crescita civile, sociale, commerciale, agricola, industriale e l’Italia incominciava a rialzarsi con enormi sacrifici
.
Poi, i partiti politici incominciarono a riorganizzarsi, si svolsero le prime elezioni democratiche con la formazione dei nuovi governi cittadini, regionali e nazionali.
Dagli anni ’60 in poi , la crescita economica e la rivoluzione culturale iniziarono a segnare il passo e gli italiani incominciarono ad avere una società organizzata nella sanità, nell’industria, nell’agricoltura, nel commercio e in tutte le altre attività produttive, comprese le libere professioni.

Il progresso siciliano era lento rispetto a tutto il resto d’Italia
La questione meridionale, oggetto di un discorso espresso dal Cav. Benito Mussolini, dinanzi al popolo italiano in periodo anteguerra , continua a rimanere sempre una argomentazione “costante ed ancora attuale ” .
Con la fine del fascismo, con la fine ignominiosa di Benito Mussolini, trucidato e poi messo a “testa in giù” in piazza a Milano, dallo stesso Popolo italiano, l’Italia ha fatto progressi negli anni 60 -‘ 70- ’80, ma la questione meridionale è rimasta argomento lasciato a suo tempo fermo, di irremovibile soluzione.

Un salto agli anni ’90 , che ha consentito un certo benessere sociale, forse, mi azzardo a dire “camuffato” da una economia che non faceva i conti con l’alto indebitamento pubblico in cui si era ridotta l’Italia .
Tangentopoli, per caso o per forza, la storia fra molti anni sfornerà la verità del fenomeno (sic!), segnò la ” caduta degli Dei” con gli allora temuti avvisi di garanzia e arresti Eccellenti .

Una rivoluzione socio – politica che ha realizzato un disfacimento dell’organizzazione dei partiti , la caduta di ogni regola sociale, civile e soprattutto dell’etica, della morale .
La fine dell’idealismo, delle forze intellettuali.

Gli anni 1990 al 2011 , passati come un soffio, hanno generato una politica più becera, intrisa da lotte intestine per accaparrarsi “il potere” ai danni della società civile che ” non ha visto nemmeno le briciole di una risalita economica” , anzi, si è trovata dinanzi ad una crescita disordinata soprattutto di innumerevoli nuovi partiti, senza storia, senza idealità, numero senza dubbio superiore ai partiti
della prima repubblica.

Un proliferare di partiti che sono sorti solo per interessi non collettivi .
Oggi ci troviamo dinanzi ad una situazione illeggibile. Una società dissociata, angosciata, avvelenata, afflitta dalla mancanza di lavoro, di guadagno in tutti i settori, tranne ” per i pochi” organizzati, intricati, nelle lobby affaristico – mafiose , che riescono a ” sbrigare faccende”, ” al disbrigo delle pratiche” per un arricchimento personale o solo per pochi adepti , riuscendo a togliere a tutti per il benessere di una ” cerchia”. E così , i problemi sociali, collettivi, rimangono irrisolti .

I “pochi ” e ” piccoli” , “Amministratori” cercano di accumulare denaro attraverso costosissime organizzazioni, i cosiddetti “carrozzoni” simili a quelli della prima repubblica, racimolando denaro per poi, forse e speriamo, utilizzarlo per i beni organizzativi sociali . E a livello nazionale , il Ministro Tremonti, blocca la spesa pubblica per il risparmio, non attiva posti di lavoro, non rilancia l’economia, lasciando crescere lo stesso il debito pubblico nazionale che è diventato più grave di quello lasciato a suo tempo dalla politica della prima repubblica.

Si additavano “i carrozzoni”, i cosiddetti sottogoverni della prima repubblica, e a quanto pare la II repubblica ad organizzare carrozzoni è stata più brava della prima. E così si sono, forse, potuti sistemare amici, amici degli amici in sottogoverni che luccicano come i brillanti, come i diamanti, come pietre preziose!
Il popolo sovrano : rimane solo a disposizione per le elezioni, per le votazioni .
Poi , se qualcuno o diversi profittatori, riescono con imbrogli, artifizi e falsi, ad organizzarsi una posizione, in mezzo a questa miseria globale, nulla importa!

Le Città della periferia italiana sono quelle più colpite dalla organizzazione
Si trovano in mezzo ad un disastro ad uno scollamento sociale, politico, istituzionale e financo morale .Agrigento , che ha un valore inestimabile come città che ha tesori da duemilaseicento anni, non riesce nella sua organizzazione neanche a realizzare il minimo dell’efficienza e del rispetto riguardoso dei cittadini, anzi non avendo preteso il pagamento annuale dei tributi, anno dopo anno, si è organizzata a tartassare tutto in un colpo la società agrigentina, mettendo in ginocchio ancora di più il cittadino che non trova soluzioni per la sopravvivenza .

E permettetemi ( non ho gradito il film ) ma “qualunquemente” ha rispecchiato e rispecchia in modo fortemente esagerato e ” perverso ” le condizioni in cui versa la nostra società. E’ una società moderna , sotto le macerie non di una guerra, ma di una disorganizzazione della politica.

Noi cittadini ci auguriamo di uscire da questa decadenza , da queste “macerie sociali e politiche” per un ritorno graduale della normalità, per non fuggire via … per dare vita alla nostra Città … per dare un avvenire ai nostri figli.
Altrimenti , da qui a poco , la nostra città si svuoterà, come una volta succedeva nei piccoli paesi della provincia. Tutti andranno al Nord, al nord Europa ..per lasciare lo spazio ai clandestini che cercano rifugio e un illusione di un nuovo modo di vivere.

Aldo Capitano 23 febbraio 2011

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