Arrestato Enrico Ponzo, uno dei latitanti più ricercati d’America

Enrico Ponzo, 42enne, era latitante da oltre 17 anni. È stato catturato dopo aver vissuto per anni in un ranch, pur non conoscendo nemmeno la differenza tra una mucca e un toro.

Presunto membro della mafia italoamericana di Boston, si trova ora in un carcere federale dell’Idaho. Nel 1994 è stato incriminato a Boston per decine di estorsioni e omicidio.

Nell’atto di accusa, tre omicidi commessi da lui e dalla sua banda, oltre l’aver progettato la morte di molti altri uomini, tra cui i capi delle due famiglie mafiose antagoniste.
Ponzo avrebbero anche tentato di uccidere Frank Cadillac Salemme alias Francesco P. Salemme alias Julian Daniel Selig. Cadillac Frank era capo della famiglia Patriarca quando Ponzo tentò di ucciderlo nel 1989 nel Massachusetts.

I residenti della piccola cittadina dell’Idaho dove Ponzo è stato arrestato, sono rimasti scioccati nello scoprire che uno dei loro vicini di casa era un sospetto killer della mafia di Boston in fuga dalla legge. Conosciuto come il newyorchese, arrivò in paese – 840 abitanti – nove anni fa .

Esperto nel maneggio delle armi, appassionato cacciatore, giustificava la sua passione per le pistole dicendo che era un militare. Quando gli agenti federali sono arrivati per arrestare Ponzo, hanno trovato 38 armi da fuoco e 15.000 $ in contanti.

Un suo vicino di casa entrato in un tribunale federale a Boise per testimoniare, si rifiutava di credere che il suo amico era davvero l’uomo di cui l’FBI stava parlando. Ma quando il giudice distrettuale Ronald Bush ha chiesto all’uomo di identificare se stesso, la risposta è stata semplice: “Enrico Ponzo”.

Mentre il mistero sull’identità di Ponzo è stato risolto, secondo la stampa altre domande negli americani rimangono. Come ha fatto un sospetto membro di Cosa Nostra di Boston ad evitare l’FBI per quasi due decenni?
Domande che da noi in Italia non si porrebbe nessuno, visto che molti sono stati e sono i mafiosi con lunghissime carriere pluridecennali di latitanza.

Gian J. Morici

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