La Regione decide l’istituzione della Riserva Naturale Pantani della Sicilia Sud Orientale

LEGAMBIENTE: apprezzamento per l’Assessore al Territorio Sparma che accoglie le indicazioni di Unione Europea, ISPRA e Ministero dell’Ambiente.

LEGAMBIENTE all’Assessore all’Agricoltura D’Antrassi:
abbia uno scatto d’orgoglio, revochi urgentemente la riapertura della caccia
e non faccia come l’ultimo giapponese rimasto con la doppietta in mano.

La presa di posizione netta e chiara diffusa ieri dall’Ufficio Stampa della Presidenza della Regione Siciliana sulla prossima istituzione della Riserva Naturale dei Pantani della Sicilia Sud Orientale è un fatto straordinariamente importante.

“Diamo atto dell’impegno, della serietà e della coerenza dell’Assessore al Territorio Sparma – dichiara Angelo Dimarca, Responsabile Conservazione Natura di Legambiente Sicilia – La Regione cosi’ qualifica la sua azione attuando le univoche indicazioni di Unione Europea, Ministero dell’Ambiente ed Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione Ambientale sulla necessità di garantire la conservazione del Sito di Importanza Comunitaria dei Pantani della Sicilia Sud Orientale e di imporre il divieto di caccia permanente.
In questo modo si dà attuazione anche a ben 3 ordinanze del TAR Palermo e del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Sicilia, con cui gli atti di alcuni uffici della Regione sono stati censurati per la mancata protezione dei Siti Natura 2000”.

Legambiente si attende ora la conseguente ed urgente revoca di tutti i provvedimenti, peraltro abnormi ed illegittimi, che consentono la caccia sino al 19 gennaio prossimo.

“Il 19 gennaio deve essere celebrato con il silenzio venatorio nei Pantani della Sicilia Sud Orientale – dichiara Mimmo Fontana, Presidente Regionale di Legambiente Sicilia – L’Assessore all’Agricoltura D’Antrassi abbia uno scatto di orgoglio ed eviti di passare alla storia come l’ultimo giapponese rimasto con la doppietta in mano. Revochi il proprio decreto del 7 gennaio di riapertura della caccia, adeguando la propria azione a tutti i documenti tecnico-scientifici di autorevoli istituzioni nazionali ed europee e cancellando cosi’ un atto che ha squalificato l’azione della Regione a livello internazionale”.

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