Gerlando Gibilaro esprime soddisfazione per la sentenza del Tar

Ritengo doveroso ed opportuno accogliere con grande soddisfazione, che il ricorso relativo alla costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle”,presentato del Comune di Agrigento, dalla Camera di Commercio, dalla Confimpresa e dalle varie associazioni è stato accolto dal Tar del Lazio.
Come è ben noto, il Tribunale Amministrativo Regionale ha ritenuto illegittima l’esclusione del Comune di Agrigento dalle varie procedure decisionali legate alla valutazione dell’impatto ambientale,riconoscendo che l’opera in questione interessa anche il territorio di Agrigento.

Questo stop verso la realizzazione dell’impianto deve essere occasione per fare alcune considerazioni che personalmente ritengo importanti e che inevitabilmente riguardano il futuro della nostra terra.

Innanzitutto bisogna chiarire che, con la costruzione dei nuovi rigassificatori si vuole far sfruttare all’Italia ed alla Sicilia in particolare la propria posizione centrale nel Mediterraneo e in Europa, nonché le notevoli connessioni via gasdotto verso il nord Europa, si vuole cioè proporre il nostro paese (Sicilia,Agrigento) come Hub (snodo del gas o piattaforma di transito)che esporta gas verso l’Europa.
Una visione del futuro che abbia come cardine l’ipotesi di creare in Italia l’Hub metanifero del
Mediterraneo, sulla scia di quanto è avvenuto tra gli anni cinquanta e settanta per i prodotti
petroliferi, è molto rischiosa.
In quei decenni l’Italia era stata definita la “raffineria d’Europa” e i
calcoli errati di allora hanno lasciato in eredità, soprattutto al sud, una montagna di ferri vecchi di cui ancora ne piangiamo le conseguenze in termini di degrado e soprattutto in termini di salute.
Ed è noto che la politica industriale e dello “stupro dei territori” a cui non poco interessa la qualità della vita dei cittadini e dei territori interessati, se ne frega delle peculiarità territoriali (siti archeologici,vincoli paesaggistici,fascia costiera,impatto ambientale, etc).
Altra considerazione che ritengo esternare riguarda i Danni ambientali derivanti. I rigassificatori emettono in atmosfera sostanze contaminanti. Secondo uno studio dell’EPA Americano “le caratteristiche chimiche del metano e le interazioni con l’atmosfera concorrono in modo significativo all’effetto serra”. Il metano incombusto produce, a parità di peso, un effetto serra circa 21 volte maggiore di quello prodotto dal biossido di carbonio. L’impianto di Panigaglia ad esempio alle dimensioni attuali immette in atmosfera 174,3 tonnellate annue di NOx (sigla generica che identifica collettivamente tutti gli ossidi di azoto e le loro miscele). Alle emissioni convogliate vanno aggiunte quelle fuggitive di gas e/o liquido leggero da valvole, pompe,compressori, etc., stimate in 52,41 t/anno. Sempre nell’impianto di Panigaglia il sistema di raffreddamento è costituito da un circuito chiuso di acqua dolce che raffredda le apparecchiature di impianto e da un circuito aperto ad acqua di mare che raffredda l’acqua del circuito chiuso. Viene utilizzato un biocida composto da cloro e ammoniaca. L’acqua viene resa al mare clorata e con un incremento termico massimo di 8° (mediodi 4,8° C).

Altra considerazione che ritengo portare all’attenzione è la seguente. I rigassificatori sono considerati dalla legge Seveso 2 “impianti ad alto rischio di incidente rilevante”;
Il pericolo maggiore è dato da fuoriuscite di gas, che possono essere provocate da guasti, errori
umani o anche atti terroristici. Il GNL non è infiammabile quando è nel suo stato liquido dentro il
contenitore ma, una volta uscito, si diffonde sotto forma di nube di gas ed è sufficiente che si
mescoli in percentuali dal 5% al 15% con l’ossigeno perché diventi altamente volatile e
infiammabile.Sono stati condotti vari studi riguardo al rischio potenziale dei rigassificatori, la maggior parte di essi è ovviamente legato a modelli teorici in quanto un reale incidente di grosse proporzioni (come quello più volte paventato dagli oppositori), non si è mai verificato.Anche se le misure di sicurezza e le tecnologie oggi impiegate nella realizzazione degli impianti consente una certa tranquillità,bisogna ricordare che la potenza sviluppata in un eventuale esplosione sarebbe dell’ordine di grandezza di una bomba atomica, sebbene diluita su un tempo relativamente più lungo. I fronti di fiamma di un incidente potrebbero estendersi per chilometri.

La L.108/2001 che ha recepito la Convenzione di Århus (firmata dalla Comunità Europea e dai suoi membri nel 1998, in vigore dal 30 ottobre 2001 e
approvata a nome della Comunità con Decisione 2005/370/CE in data 17 febbraio 2005) prevede l’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico al processo decisionale e l’accesso alla giustizia in materia ambientale.
Questa Convenzione intende contribuire a salvaguardare il diritto di ogni individuo, delle
generazioni attuali e di quelle future, di vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo
benessere e detta precise disposizioni sull’accesso del pubblico alle informazioni in materia
ambientale e sulla sua partecipazione alle decisioni in materia ambientale.
Anche l’articolo 23 della Legge Seveso 2 sulle industrie a rischio di incidente rilevante prevede
espressamente la partecipazione della “società civile qualora si ravvisi la necessità di comporre
conflitti in ordine alla costruzione di nuovi stabilimenti”.

Alla luce delle considerazioni Suesposte, ritengo altresì doveroso che le sorti di questa terra vengano in futuro decise dai cittadini e non “calate dall’alto”,quindi mi auguro nel proseguo dei giorni e dei mesi che verranno in occasione della prossima Conferenza di Servizi ove verrà incluso anche il Comune di Agrigento — (posto che il rigassificatore non incide soltanto nella città di Porto Empedocle e Agrigento, ma credo la Sua realizzazione interessi tutta la Provincia e va ad “inficiare” vari settori quali ad il turismo,agricoltura,trasporti,paesaggio,fascia costiera etc,etc) — si utilizzi lo strumento previsto all’art 73 dello Statuto della Provincia Regionale di Agrigento cioè, indire un referendum Consultivo,il quale può essere deliberato per iniziativa della giunta o della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati alla Provincia
Mi auguro che questa mia rimostranza venga accolta dagli amministratori in carica,che così facendo restituiscono dignità ai cittadini che li hanno eletti ed al territorio
Certo della loro sensibilità ,concludo augurando un proficuo e sereno lavoro.

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