Julian Assange, fondatore del sito internet WikiLeaks, potrebbe a breve essere arrestato

A darne notizia il Times, secondo il quale Scotland Yard è in contatto con i legali di Assange e potrebbe procedere all’arresto già nei prossimi giorni.
Intanto, Paypal ha congelato tutti i trasferimenti finanziari verso WikiLeaks nel rispetto di una politica aziendale che impedisce l’uso del servizio di pagamento online che incoraggi, promuova o faciliti attività illegali.
Assange ha anche reso pubblico il suo timore di poter essere ucciso.

A tal proposito, il portavoce del primo ministro Stephen Harper, afferma che le dichiarazioni di Tom Flanagan – ex consigliere del primo ministro – secondo le quali Julian Assange dovrebbe essere assassinato sono “semplicemente inaccettabili”, anche se non gravi.

Venerdì Assange aveva sostenuto che l’ex consigliere del primo ministro e gli altri “dovrebbero essere accusati di istigazione a commettere un omicidio.”

In una sessione di domande e risposte online sul quotidiano britannico Guardian, Flanagan si era anche spinto oltre suggerendo a Barack Obama di stipulare un ‘contratto’ o usare un drone per eliminare Assange.
Dichiarazioni molto discutibili, specie in considerazione del fatti che Flanagan è stato un capo di stato maggiore.

Almeno 35 ex allievi dell’Università di Calgary, dove Flanagan insegna scienze politiche, hanno firmato una lettera pubblicata online chiedendo presidente dell’Università Elizabeth Cannon di condannare Flanagan e di censurarlo per non danneggiare oltre la reputazione dell’università e degli studenti.

Involontariamente Flanagan – così come molti personaggi in vista del mondo politico e militare americano – ha fatto una cortesia ad Assange, rendendo sempre più difficile il suo omicidio.

Non più di venti anni fa, sarebbe stato molto semplice stipulare un ‘contratto’ sulla vita di Assange, avvalendosi di una delle sedici Agenzie statunitensi (oltre quelle ufficiali come CIA e NSA), che si occupano della sicurezza nazionale ed operano nel campo dello spionaggio.

Oggi, grazie anche ad internet, gli occhi del mondo sono puntati sull’australiano e sul suo sito e affermazioni quali quelle di Flanagan, se dovesse accadere qualcosa, desterebbero molto più clamore di quanto non ne abbiano destato le notizie pubblicate su WikiLeaks, suscitando reazioni anche nel mondo dell’informazione tradizionale.

Chissà che Allenge, qualora venisse arrestato nei prossimi giorni, non decida di inviare qualche cartolina di auguri e di ringraziamenti a quanti grazie all’eccessiva loquacità lo stanno mettendo al riparo da ‘incresciosi incidenti’.
Gian J. Morici

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