Il Vicesindaco di Licata Arnone presenta i comitati civici

Il leader regionale dei Democratici e Autonomisti Giuseppe Arnone rompe gli indugi e annuncia che a metà dicembre organizzerà un workshop sul tema delle autonomie locali al tempo del federalismo fiscale.
“Oggi più che mai avverto l’esigenza di riprendere quel cammino iniziato nel 1993 con la creazione dei comitati civici siciliani, rifacendomi alle esperienze Sturziane e Fanfaniane.
Debbo attestare che gli enti locali che attraverso la legge nazionale 7/92 con la elezione diretta del Sindaci e dei Presidenti delle Province e rivista con la Legge regionale 35/97 nel corso di un quindicennio ha perso lo spirito vero della riforma ed è stata in parte tradita.
Oggi tra riduzioni dei trasferimenti economici da Stato e Regioni , patti di stabilità, spese indifferibili, un’amministrazione comunale si trova a fare salti mortali per far tornare i conti e poter programmare iniziative di sviluppo e di crescita sociale per una cittadinanza sempre più affamata di risposte che non può e non deve aspettare.
Anche la vicenda dei servizi pubblici essenziali deve essere rimodulata, perché i carrozzoni di sottogoverno vanno abrogati immediatamente infatti è da un anno che il Governo regionale cincischia come al solito.
Oggi un ente locale ha bisogno di concertazione con gli attori più vicini ad esso, cittadini, parti sociali e comitati civici e associazioni quali il terzo settore.
Infine sarò- continua Arnone- che l’alfiere di una protesta a Palermo per dare una cabina di regia agli enti locali sulla corretta utilizzazione dei fondi europei, perché è inspiegabile che il Po/Fers 2007/2013 si trova ancora indietro e con il rischio che tornino indietro i fondi a Bruxelles.
Sicuramente a Licata tornerà l’On. Catena De Luca a cui riconosco in un periodo di antipolitica e facile generalizzazione che a differenza della maggior parte dei parlamentari regionali e nazionali si impegna fattivamente alla risoluzione dei problemi della “Sicilia Vera”.
Per questi motivi invito tutta la cittadinanza a collaborare senza paure e scevra da strumentalizzazioni, perché il confronto democratico parte dal basso solo così la sussidiarietà orizzontale può trasformarsi come un processo decisionale.

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