Interrogazione parlamentare sul rigassificatore

Lo scorso nove novembre è stata presentata in parlamento una interrogazione sulle “Conseguenze ambientali della costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle, in provincia di Agrigento”

Ecco di seguito il testo dell’interrogazione scritta:

ZAMPARUTTI, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e MAURIZIO TURCO. – Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro per i beni e le attività culturali, al Ministro dell’interno. – Per sapere – premesso che:
secondo quanto riporta un articolo di Carlo Vulpio sul Corriere della Sera il 19 novembre 2008, la Valle dei Templi è stata «cancellata» per decreto a causa del rigassificatore;
infatti il provvedimento di Via (valutazione di impatto ambientale) adottato il 20 settembre 2008 dal ministro dell’ambiente «di concerto» con il Ministro per i beni culturali (Sandro Bondi), dichiara che il progetto di un rigassificatore da 8 miliardi di metri cubi l’anno, che l’Enel vuole realizzare nel porticciolo di Porto Empedocle, «non incide su zone speciali tutelate a livello comunitario, in quanto i proposti siti di interesse comunitario più vicini (pSic) distano da 13 a 20 chilometri dall’area di intervento»;
il rigassificatore Enel aveva pertanto ottenuto il parere favorevole della commissione ministeriale di verifica dell’impatto ambientale (Via) perché non intaccherebbe i siti di interesse comunitario. Tuttavia, a meno di un chilometro (e non 13 o 20) dal punto in cui si vorrebbe realizzare l’opera (due serbatoi da 160 mila metri cubi ciascuno, 47 metri di altezza, 72 di diametro, più la torre torcia, di 40 metri) si trova il Parco archeologico della Valle dei Templi, un sito di interesse mondiale: patrimonio dell’umanità, tutelato dall’Unesco. Sempre lì, inoltre, c’è anche la stupenda contrada Caos, dove si trova la casa di Luigi Pirandello, che è anche parco letterario. Facile immaginare come verrebbe stravolto il paesaggio, con i serbatoi del gas, la torcia, le centinaia di navi gasiere lunghe 2-300 metri in arrivo e in partenza da Porto Empedocle, dicono le associazioni riunite nel comitato «No al rigassificatore ad Agrigento», guidato da Francesca Autiello, Caterina e Gaetano Gaziano, Alessio Lattuca e Joseph Morici;

sul tema è già stata proposta un’interrogazione parlamentare da parte dell’onorevole Ignazio Messina (n. 4-01763 del 27 novembre 2008). Nella risposta del sottosegretario dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Roberto Menia (15 giugno 2009) si evidenziava, tra l’altro, che la commissione per le valutazioni dell’impatto ambientale ha escluso la possibilità che la realizzazione del terminale di rigassificazione di GNL in questione possa comportare impatti negativi sul detto sito UNESCO. Tuttavia, non è ancora giunta risposta da parte del ministero per i Beni Culturali. Nella risposta del sottosegretario Menia si legge: «Per quanto riguarda i siti di interesse storico culturale, si rammenta che il giudizio di compatibilità ambientale è reso di concerto tra Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero per i beni e le attività culturali, pertanto, tutti questi aspetti, oltre ad essere stati esaminati dalla commissione di esperti ministeriale (commissione tecnica VIA Valutazione Ambientale Strategico), sono stati esaminati e valutati dal Ministero per i beni e le attività culturali, Amministrazione competente in materia.»; Però il Sottosegretario Menia ha precisato che «Comunque in relazione alla problematica sopra detta (impatto ambientale sul sito Unesco della Valle dei Templi) è stato richiesto alla Regione Siciliana di volere integrare il provvedimento autorizzativo con alcune prescrizioni aggiuntive del parere già espresso in data 19 marzo 2008 dal Ministero dei beni culturali, recepito nel decreto di Via, indicate dall’Ufficio di gabinetto dello stesso Ministero dei beni culturali. In particolare detto Gabinetto ha chiesto che i progetti di compensazione e mitigazione ambientale, posti in essere anche al fine di migliorare e l’accoglienza turistica siano valutati preventivamente dalla Regione Siciliana e dallo stesso Ministero anche ai fine di individuare le migliori soluzioni progettuali volte a mitigare il possibile impatto visivo dell’intervento sul sito tutelato dell’Unesco e sul Parco letterario Luigi Pirandello»;
la regione siciliana sembrerebbe aver disatteso totalmente questa precisa prescrizione del Ministero per i beni culturali in quanto non ha valutato i «progetti di mitigazione ambientale» né preventivamente, come espressamente disposto dal Ministero, né successivamente all’emanazione del decreto autorizzativo pubblicato sulla Gazzetta della regione siciliana del 24 dicembre 2009;
Massimo Giannetti, il 15 gennaio 2008, scriveva sul Manifesto: «[…] nel 2004, ha iniziato a muovere i primi passi sotto altre generalità. Il progetto del rigassificatore, per la cui realizzazione è previsto un investimento di oltre 500 milioni di euro, è stato infatti formalmente presentato da una società a responsabilità limitata, la Nuova energie srl, di cui era titolare al 90 per cento il gruppo siderurgico bresciano Stabiumi, e del restante 10 per cento la Gi Gas di Siderurgia Investimenti. L’Enel ha rilevato la quota Stabiumi soltanto nel giugno scorso, dopo cioè che il progetto aveva ottenuto l’approvazione della regione. «Perché – si chiede il presidente del comitato referendario Joseph Morici, che per la sua opposizione al rigassificatore ha anche ricevuto due minacce di morte di probabile matrice mafiosa – l’Enel non ha presentato direttamente il progetto, visto che già all’epoca si parlava di una sua acquisizione di Nuove energie? Che bisogno aveva di mandare avanti una scatola vuota? E perché la regione ha rilasciato le autorizzazioni a un’azienda che non solo non aveva nessuna esperienza sui rigassificatori ma non aveva neanche i soldi per realizzarlo?»;
«il gas rigassificato – evidenzia Gaetano Gaziano, presidente Ass. Salviamo la Valle dei Templi – non servirebbe alla Sicilia che già esporta al resto d’Italia il 90 per cento del gas trasportato attraverso i gasdotti provenienti dalla Libia e dall’Algeria, e non servirebbe neppure all’Italia, come ha osservato Jacopo Giliberto, giornalista del Sole 24 Ore, tant’è, nota sempre Giliberto, che l’Italia ha chiesto di esportare gas verso l’Europa. I rigassificatori servono solo alle lobby del gas e dell’energia che si sono riversati sul ghiotto business, in quanto una “generosa” delibera dell’Autorità dell’energia e del gas ha stabilito che alle società di gestione di rigassificatori spetterà in ogni caso l’80 per cento dei ricavi di riferimento (che in caso di Enel sono valutati a 3 milioni di euro l’anno) anche se gli impianti dovessero restare inattivi», gravando la spesa, precisa l’Authority sul «sistema tariffario nazionale», cioè sulle bollette degli italiani;
da quasi 4 anni alcune associazioni – cui si uniscono il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, e la camera di commercio di Agrigento – stanno portando avanti una disperata battaglia per evitare ciò che costituirebbe motivo di ignominia di fronte al mondo della cultura, sebbene con diversi ostacoli. Sono stati presentati ricorsi al Tar da parte di Gaetano Gaziano, presidente dell’associazione «Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento», il sindaco di Agrigento, Legambiente, Arci, Italia Nostra, Codacons, Cittadinanzaattiva, Confimpresa, Il Cerchio, Free e altre venti associazioni e soggetti individuali. Vi sono state anche denunce dinanzi alla Commissione Europea (Salviamo la Valle dei Templi, Confimpresa e Il Cerchio);
oltre al fatto che nel decreto di Via non si sarebbe tenuto conto della vicinanza del rigassificatore al parco archeologico di Agrigento come segnalato al Tar del Lazio, abusi e falsi sarebbero stati commessi e denunciati alla magistratura penale. Il Comitato tecnico di coordinamento della commissione di Via del Ministero dell’ambiente avrebbe attestato che il gasdotto che dovrà collegare il rigassificatore di Porto Empedocle alla rete nazionale del gas misura chilometri 7,300, attraverserà solo il territorio del comune di Porto Empedocle e che sarò interamente interrato, mentre dal progetto di gasdotto elaborato dalla Snam Rete Gas spa, risulta chiaramente che il gasdotto sarà lungo circa 14 chilometri, sarà solo parzialmente interrato, e attraverserà i territori di più comuni, compreso quello di Agrigento, e che addirittura attraverserà, nella prima parte, la zona Caos facente parte integrante del parco letterario «Luigi Pirandello», zona delimitata dall’Unesco come buffer zone (zona di rispetto) del parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento. Tutto ciò per eludere una precisa prescrizione della commissione di via del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare che imponeva di sottoporre alla procedura di valutazione di impatto ambientale anche il gasdotto di collegamento, prima dell’emissione del relativo decreto di via da parte del Ministro;
l’onorevole Rita Borsellino ha presentato un’interrogazione alla Ue sulla realizzazione del rigassificatore empedoclino. Questo è il contenuto della risposta fornita il 16 febbraio 2010 dal commissario all’ambiente della Stavros Dimas: «per l’Unione Europea le procedure seguite sulla costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle sono corrette e d’altra parte la decisione riguardante la costruzione di questo genere di impianti fa parte dell’attività di pianificazione ed è di competenza di ciascuno degli Stati membri al quale poi spetta di garantire che essi non abbiano gravi ripercussioni sul territorio sotto il profilo ambientale e archeologico»;
un’interrogazione alla Ue è stata presentata anche da Sonia Alfano e riguarda la denuncia presentata dalle associazioni «Salviamo la Valle dei Templi» di Gaetano Gaziano, «Il Cerchio» di Bernardo Barone e «Confimpresa» di Alessio Lattuca in data 03/02/2009 alla Commissione Europea relativamente alla presunta violazione del divieto di aiuto di Stato ad imprese (articolo 107, par. 1, TFUE). Il Commissario Europeo per la concorrenza, Dr. Joacquin Almunia, ha risposto in data 12 agosto 2010 che è stata aperta un’indagine per violazione del divieto degli aiuti illegali di Stato e che sono stati chiesti ufficialmente chiarimenti al Governo italiano;
al riguardo si ricorda inoltre che Piercarmelo Russo, ex assessore regionale siciliano all’energia oggi assessore alle infrastrutture, ha dichiarato ufficialmente, con lettera indirizzata alla società Erg-Shell e pubblicata dalla stampa, che è stata sospesa la procedura autorizzativa per il rigassificatore di Priolo in zona industriale a seguito proprio dell’indagine aperta dalla Commissione europea per il rigassificatore di Porto Empedocle, mentre incredibilmente non viene revocata l’autorizzazione per quest’ultimo rigassificatore che dovrà essere realizzato in zona archeologica;
in un articolo di Elio Di Bella del 22 febbraio 2010 (agoravox.it) si legge che, in vista della costruzione del rigassificatore, i lavori iniziali consisteranno nel dragaggio del porto e dell’area in cui sorgerà l’impianto: la Regione Sicilia vuole riversare sulle spiagge agrigentine sabbia e fango di un’area portuale inquinata. Con l’escavazione dei fondali del porto di Porto Empedocle, infatti, «tonnellate di sabbia, arricchita dalle peggiori porcherie da decenni scaricate dalle navi attraccate al porto empedoclino, potrebbero essere presto messe a disposizione dall’assessorato regionale territorio ed ambiente, già diretto dall’agrigentino Roberto Di Mauro. I comuni agrigentini che si affacciano sul mare e la capitaneria di porto sono stati invitati a Palermo per discutere sull’opportunità di trasportare la sabbia empedoclina sulle proprie spiagge per il ripascimento della costa o per altre salutari operazioni»;
nel corso della recente cattura del boss mafioso di Porto Empedocle, Gerlandino Messina, sarebbero stati scoperti alcuni «pizzini» con indicazioni che Cosa Nostra avrebbe messo le mani sul rigassificatore di Porto Empedocle;
nel frattempo, l’Enel sta facendo confluire su Porto Empedocle materiali per l’inizio dei lavori -:
se sia vero e di quali dati i Ministri interrogati dispongano in merito alle indicazioni di un’infiltrazione mafiosa nel progetto del rigassificatore di Porto Empedocle;
quali risposte intendano dare al fatto che la prima parte del gasdotto di collegamento alla rete nazionale del gas attraverserà proprio la buffer zone (zona di rispetto) delimitata dall’Unesco, circostanza ignorata in quanto il gasdotto sarebbe stato sottratto alla procedura di via sulla scorta delle dichiarazioni del comitato di coordinamento della commissione di via;
se i Ministri interrogati siano a conoscenza delle conseguenze ambientali delle operazioni di dragaggio dell’area in cui sorgerà l’impianto;
per quali ragioni l’Enel non abbia presentato direttamente il progetto, considerato che all’epoca si parlava di una sua acquisizione di Nuove Energie;
per quali ragioni sia stato progettato il rigassificatore in questione, considerata l’autonomia della Regione Sicilia che già esporta al resto dell’Italia il 90 per cento del gas per mezzo dei gasdotti;
se il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare non intenda revocare in autotutela il proprio decreto di via del 29 settembre 2008, per evitare all’Italia gravi sanzioni pecuniarie per la probabile sottoposizione del nostro Paese a procedura di infrazione del diritto comunitario (articolo 107, paragrafo primo, del Tfeu);
se il Ministro per i beni e le attività culturali non intenda revocare in autotutela il proprio parere del 19 marzo 2008, avendo disatteso la regione siciliana la precisa prescrizione che imponeva di valutare preventivamente i progetti mitigativi dell’impatto ambientale sul sito Unesco della Valle dei Templi di Agrigento e sul parco letterario «Luigi Pirandello».
(4-09493)

 

a cura di Elio Di Bella

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