Edificio ex ospedale “S. Giovanni di Dio” di via Atenea diventa residence Universitario – Sarà gestito dall’ EURSU l’edificio che ha scandito la storia della città

  Agrigento – All’interno di quello che nel quattordicesimo secolo fu uno dei più importanti ospedali in Sicilia gestito dai Cavalieri di Malta, nasceranno un residence universitario, un centro culturale e la sede del Rettorato del Polo Universitario della Provincia di Agrigento. L’ex sede “storica” dell’ospedale Civile “S. Giovanni di Dio” di via Atenea ad Agrigento, infatti, a breve sarà attivata a residence universitario: il Consiglio di Amministrazione del Polo Universitario della Provincia di Agrigento,presieduto da Jopseph Mifsud, nel corso della propria ultima seduta ha deliberato di affidarne la gestione all’ERSU ( Ente Regionale per il Diritto allo Studio) approvando il relativo schema di convenzione. La residenza universitaria di via Atenea ha una superficie complessiva di oltre tremila e cinquecento metri quadrati, compresi gli spazi all’aperto. Di questi circa la metà, ben 1730, sono stati destinati a residenza universitari:con una capacità complessiva di 20 posti letto: di cui 5 stanze singole, 7 stanze doppie, 1 camera per disabile, ben due cucine completamente attrezzate e funzionanti, nonchè due soggiorni collettivi. Non mancano gli impianti di confort e sicurezza,quali la climatizzazione e gli impianti televisivi ed antincendio. Ampi spazi sono stati previsti anche per i servizi amministrativi e per gli Uffici che vi saranno ubicati. All’interno del residence sono anche state realizzati ampi spazi destinati a servizi culturali e didattici per le attività didattiche, di studio, ricerca, documentazione, lettura, riunione, sia in forma individuale che di gruppo. Ben curati anche gli ambienti destinati ai servizi ricreativi, al tempo libero, finalizzati allo svago, alla formazione culturale, alla cultura fisica ed alla socializzazione. La gestione sarà interamente curata dall’ERSU, l’Ente Regionale per il Diritto allo Studio,che corrisponderà un canone annuo al Polo Universitario. L’ERSU, per la gestione della residenza universitaria di Agrigento, si avvarrà di personale e di tecnici specializzati in strutture collettive. La ristrutturazione dell’immobile alla funzione di residence universitario è stata resa possibile grazie ad un finanziamento di circa due milioni di euro concesso,negli anni passati, dalla Regione Siciliana al Polo Universitario della Provincia di Agrigento. Un’ altra ala dell’ex ospedale, che si affaccia direttamente sulla via Atena, invece nel contesto della progettazione e restauro complessivo, stata destinata ad ospitare la sede del Rettorato:a tale scopo esiste già un progetto finanziato per un importo di circa due milioni di Euro della Regione Siciliana e nei prossimi mesi dovrebbe essere bandita la relativa gara. “ Con la realizzazione di questo residence universitario – dice il Presidente del Polo agrigentino Joseph Mifsud – la struttura universitaria dalla città dei Templi si pone all’avanguardia in termini di strutture e servizi, rispetto alle più avanzate Università d’ Italia e del Mediterraneo. Riteniamo indispensabile attrezzarci per far fronte alle esigenze degli studenti e delle loro famiglie – prosegue Mifsud – soltanto in questo modo possiamo diventare realmente competitivi e consolidare la nostra presenza”. L’edificio in cui verrà ospitato il residence universitario ed in cui è prevista la collocazione degli Uffici del rettorato,rappresenta uno degli esempi di costruzione del periodo chiaramontano più antichi del contesto urbano e, per molti aspetti, ha scandito la storia della Città dei templi. La costruzione dell’immobile di via Atenea, infatti, risale al 1339 anno in cui Giovanni Chiaramonte decise di far realizzare un ospedale nella città di Agrigento, affidandone la gestione ai Cavalieri Teutonici. Nel 1368, dopo ben 27 anni, i Cavalieri Teutonici furono costretti ad “abbandonarne” la gestione che così passò nelle mani dei cavalieri di “ S. Giovanni, Gerusalemme e Rodi”. Per circa due secoli,dal 1366 al 1566 l’ospedale di via Atenea venne gestito dai Cavalieri di “S. Giovanni, Gerusalemme e Rodi”, i quali nel frattempo, nel 1525, modificarono la loro denominazione in “Cavalieri di Malta”. Da questa gestione, durata quasi due secoli da parte dei Cavalieri di “San Giovanni”, l’ospedale assunse la denominazione conservata sino ai nostri giorni di “S. Giovanni di Dio”. Dopo alterne vicende storiche, nel diciassettesimo secolo la gestione dell’ospedale passò quindi ai “Giurati di Girgenti” (l’omologa dell’attuale Giunta Comunale). Durante il periodo borbonico, protrattosi fino all’Unità d’Italia, l’ospedale di via Atena venne destinato ad ospedale militare. Dopo l’Unità d’Italia e fino alla prima metà del ‘900 l’immobile di via Atena ha ospitato l’ospedale Civile “S. Giovanni di Dio”: sino alla costruzione dell’edificio tutt’ora esistente in via Giovanni XXIII. “Ridando vita e funzioni a questo immobile che ha segnato la vita della città riteniamo di raggiungere anche un obiettivo culturale – conclude il Presidente del Polo Joseph Mifsud – e di salvaguardia e valorizzazione di un pezzo importante della memoria della collettività agrigentina” L’immobile di via Atenea, una volta abbandonata la destinazione a struttura ospedaliera, nella seconda metà del 900 venne destinato ad ospitare , le aule di alcuni istituti scolastici. Alla fine degli anni 90 l’edificio venne quindi acquistato dal Consorzio Universitario di Agrigento Grazie ad un Finanziamento del Ministero della Pubblica Istruzione. In memoria di queste antiche origini, due anni fa la Giunta Comunale di Agrigento, ha anche deciso di modificare la denominazione della via che conduce ad uno degli ingressi laterali dell’ex ospedale in “Vicolo dei Cavalieri di Malta”. Ancora oggi è possibile ammirare dalla via Atenea una delle più pregevoli testimonianze dell’architettura chiaramontana alla quale l’intero edificio è marcatamente ispirato: un arco in pietra bianca, che costituiva l’ingresso dalla via principale del complesso ospedaliero, mentre i due colonnati che insistono direttamente sulla via Atenea, costituiscono delle “superfetazioni”, costruzioni postume della fine dell’800.

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