Il sindacato e più in generale tutto l’ordinamento intersindacale traballa. Ma su un argomento si torna ad agire all’unisono

Dopo oltre cinquant‘anni che il sistema di relazioni industriali si è retto sull’unità dei sindacati confederati, oggi, sulla firma dei contratti collettivi del pubblico impiego, sulla riforma degli assetti contrattuali, sui gravi problemi che affliggono la scuola, i sindacati si dividono. Ognuno va per conto proprio.
A sorpresa, c’è però un solo argomento che pare faccia ritrovare quell’unità che manca per tutto il resto: i rigassificatori siciliani!

Se l’opinione in merito dei sindacati confederati, la conoscevamo già da tempo, la novità sta nella presa di posizione del sindacato di centrodestra, l’Ugl, che finalmente esce allo scoperto e si allinea in perfetta sintonia con gli altri.

Alla triplice fa infatti eco il segretario generale dell’Ugl Sicilia, Giovanni Condorelli, che nel corso di un forum nella redazione dell’agenzia ITALPRESS, afferma come si stia “vivendo un momento di forte paralisi e grande difficoltà, in parte dovuta al momento politico che la Sicilia sta attraversando. Siamo delusi dalla politica del presidente Raffaele Lombardo, non abbiamo nella Regione un interlocutore valido. Quattro governi in due anni, giunte che cambiano, così non si può iniziare nessun tipo di percorso o di progetto“, aggiungendo a proposito di “malaburocrazia”: “è un deterrente per chi vuole investire e fare impresa in Sicilia, non ultimo l’esempio della Erg che attraverso il suo presidente Garrone ha lanciato recentemente l’allarme per le autorizzazioni necessarie per il rigassificatore di Priolo. Un punto di partenza importante, strategico per l’area”.

In un paese spaccato su tutti i fronti, nel quale viene messa in discussione persino l’Unità d’Italia, pare che l’unica ‘unione che fa la forza’, i sindacati – nonostante le divergenze e le diverse ispirazioni – la trovino soltanto per far costruire i rigassificatori siciliani…

Gian J. Morici

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