ARNONE SULLE CRITICHE DI LEGAMBIENTE ALL’ASSESSORE COMUNALE ALL’ECOLOGIA

La politica, ad Agrigento, segue talvolta logiche e percorsi strani e singolari, che portano alcuni soggetti a creare situazioni di equivoco poiché non comprendono contesti che altrove sembrerebbero di abbagliante chiarezza. Per evitare il ripetersi degli equivoci che hanno visto anche qualche soggetto lanciarsi in attacchi impropri nei confronti della presenza dell’Area Democratica nella Giunta Zambuto, ritengo utile chiarire il mio pensiero in ordine alla iniziativa assunta quest’oggi da Legambiente per sollecitare l’Amministrazione ad affrontare in modo più aggressivo e celere gli evidenti problemi di degrado e di inquinamento del territorio. Immediatamente propongo un’ovvietà: il ruolo che il sottoscritto si è ritagliato anche in relazione alle richieste avanzate dagli agrigentini mediante il voto è quello di esponente di primo piano del Partito Democratico. Questo è l’impegno di gran lunga prevalente nella mia attività pubblica ad Agrigento, direzione dell’impegno che si comprende se solo si esamina la carta intestata che utilizzo. E per una scelta altrettanto ovvia di correttezza vi è una netta separazione di responsabilità, di ruoli e di funzioni anche rispetto ad un progetto e ad un sistema di valori spesso ma non sempre comune, tra ciò che io rappresento e l’associazione Legambiente. Quest’ultima ha organismi e rappresentanti di elevato profilo politico e culturale che maturano analisi ed esternano posizioni. Ma come le posizioni espresse dal PD e da Arnone non impegnano Legambiente, così non necessariamente le posizioni che esprime Legambiente sono persino preventivamente conosciute da Arnone (ovviamente se esse si muovono nell’ambito delle ampie coordinate di un comune sentire ambientalista). L’esempio più illuminante è fornito dalla diversità di posizioni rispetto alla questione del dissalatore di Porto Empedocle che la scorsa estate ha visto il sottoscritto esprimere un’opinione totalmente contrapposta a quella di Legambiente. Per entrare nel merito dell’odierna vicenda i termini, i contenuti, le proposizioni politiche esternate oggi da Legambiente per mettere in risalto quella che è ritenuta una inadeguata azione dell’assessore all’Ecologia appartengono a chi ha il ruolo di rappresentanza esterna di Legambiente. E Legambiente è un’associazione che, come è noto, non si presenta alle elezioni e vede al suo interno posizioni politiche variegate. In Sicilia, ad esempio, è apprezzato esponente di Legambiente Fabio Granata, parlamentare eletto con Berlusconi. Ad Agrigento si riconoscono in Legambiente dirigenti locali che guardano con interesse al progetto politico di Nichi Vendola ed altri ancora che, come me, guardano con interesse alla candidatura a premier di Gianfranco Fini o di Casini a capo di una grande coalizione di salute pubblica, finalizzata ad un governo di breve periodo per il ripristino delle regole democratiche e per avviare Berlusconi al percorso che già due anni addietro, con grande lucidità, veniva disegnato da Veronica Lario. Dopo questa lunghissima premessa non intendo sfuggire alla domanda che si pone il cittadino agrigentino, la cui risposta peraltro è del tutto ovvia nelle mie prese di posizione degli ultimi tre mesi, ove invocavo una forte assunzione di responsabilità collegiale ed un impegno del Comune di ben diversa incisività e visibilità in ordine all’igiene del territorio. Sotto questo profilo, quindi, da uomo politico condivido l’analisi di Claudia Casa che richiede, appunto, uno sforzo di tutt’altra qualità, spessore ed energia per la tutela dell’ambiente urbano. Pur riconoscendo alla posizione di Claudia Casa notevole garbo nel porre la questione delle dimissioni dell’assessore, questione che viene posta a mio parere in termini di battuta (a mio parere, Claudia sostiene invece che ella – cioè Claudia Casa – in una situazione simile si dimetterebbe), da politico che ha esperienze e responsabilità non avrei mai utilizzato un simile sostantivo né mai posto pubblicamente una simile questione. Legambiente ha il diritto di esternare quello che vuole se è in grado di argomentarlo. Arnone, al contrario, ha un dovere politico di sobrietà ed efficacia anche nella definizione degli organigrammi e nella qualificazione delle responsabilità, dovere che impone, appunto, che chi ha le responsabilità di Arnone e fa parte comunque di una coalizione affronti queste tematiche anche degli avvicendamenti o delle rotazioni nel modo più proprio ed adeguato, senza forzature e favorendo la maturazione nei termini più pacati e condivisi possibili di quelle che possono essere le scelte in favore della città. Concludo con una battuta che riprende quello che è stato il pensiero esternato già a luglio e ad agosto: sull’ambiente e sulla pulizia della città in questa fase occorre serrare le fila e concentrare le risorse, operando ogni sforzo da parte di noi politici che governiamo Agrigento per rafforzare quello che è il punto più critico, unitamente allo stato delle strade e della viabilità, della qualità urbana di Agrigento. Stato delle strade e sporcizia della città sono con ogni evidenza il terreno dove il Sindaco per primo ed io per secondo riceviamo le più serrate critiche da parte dei cittadini. La gente ci dice: siete voi che avete avuto il maggiore consenso, siete voi che ci avete ispirato maggiore fiducia, siete voi che avendo preso appunto più voti dovete impegnarvi di più per la città, innanzitutto per mantenerla più pulita.

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