I Parchi e le responsabilità delle gestioni commissariali: Legambiente: strumentali le parole e dimissioni dell’ ex commissario delle Madonie Aliquò

L’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente revochi tutti i Commissari ed avvii le procedure per la nomina dei Presidenti dei Parchi.

Legambiente chiede al neo Assessore Regionale al Territorio e Ambiente la revoca di tutti gli attuali Commissari e la formulazione delle proposte per la nomina di autorevoli e competenti Presidenti degli Enti Parco, come pretende il rispetto della legge, ed il conseguente e necessario rilancio delle politiche di conservazione della natura e di sviluppo sostenibile di tutti i territori ricadenti in parchi e riserve naturali proprio nel 2010, anno internazionale della biodiversità, che non puo’ essere segnato irrimediabilmente dalle conseguenze di scelte avventate e strumentali come quelle di questi giorni.

Dopo le abnormi dichiarazioni del Commissario del Parco delle Madonie, Aliquò, e la evidente strumentalità che caratterizza le sue dimissioni, Legambiente chiede all’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente un intervento autorevole ed urgente per riportare ordine e serietà nella gestione degli Enti Parco, la cui immagine e credibilità sono state saccheggiate da nomine commissariali che si ripetono, in alcuni casi da 10 anni, in palese ed insanabile violazione della legge regionale sui parchi e degli stessi pareri dell’Ufficio Legislativo e Legale della Regione.

“Viene naturale chiedersi: da quale pulpito viene la predica? – dichiara Angelo Dimarca, responsabile del Dipartimento Conservazione Natura di Legambiente Sicilia -. Le distorsioni, che solo ora Aliquò segnala dopo anni di mandato commissariale e dopo anni da consigliere del parco e componente del comitato esecutivo, non sono proprie del sistema dei parchi disegnato a suo tempo con lungimiranza dal legislatore regionale, ma costituiscono una grave responsabilità di quella politica invasiva, di cui la stessa nomina di Aliquò è frutto, che nell’ultimo decennio ha omesso di nominare i Presidenti degli Enti Parco e ha preferito, invece, forzare le procedure con nomine commissariali che cambiano ad ogni mutamento di assessori o maggioranze politiche. Commissari che hanno garantito una gestione tutta politica della spesa, del personale dei parchi e delle consulenze – continua Dimarca -. Funzionari che hanno sommato, e sommano, più incarichi. Persone esterne all’Amministrazione regionale inserite negli uffici di gabinetto e conseguentemente nominate commissari. Vicepresidenti eletti per sostituire Presidenti mai nominati. Dirigenti degli uffici preposti ai controlli, nominati direttori o commissari degli enti controllati. Inopportune situazioni di incompatibilità e di controllati-controllori. Gestioni commissariali straordinarie ma con tutti gli altri organi degli enti insediati. E’ dal 2004 che Legambiente segnala, inascoltata, questi fatti”.

“Aliquòoggi fugge e non si comporta come i veri comandanti che abbandonano per ultimi la nave che rischia di affondare – dichiara Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia – e lancia contemporaneamente un assist utile solo a chi vuole destrutturare tutto il sistema delle aree protette, con il rischio di un generale impoverimento della Sicilia. Strumentalmente evidenzia solo le responsabilità dell’ARS ed assolve il Governo regionale, che invece è pienamente a conoscenza da diversi mesi della mancanza di fondi e che non ha adottato i necessari correttivi per tempo.

Anzi a luglio 2010 il governo Lombardo ha presentato un disegno di legge (n.596) di rifinanziamento di parchi e riserve naturali, che si è dimostrato una colossale presa in giro, perché privo della copertura finanziaria. Ma questo dato è stato nascosto per mesi”.

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