Consiglio comunale. Francia o Spagna…purchè se magna

I sei consiglieri comunali agrigentini che in un sol colpo hanno lasciato Pier Ferdinando Casini per mettersi a disposizione di Mannino e Cuffaro e la notizia di oggi del passaggio del consigliere Maurizio Calabrese dal Pd all’Udc e di Raccuia dal movimento per l’autonomia all’Udc ci offrono lo spunto per esprimere le nostre difficoltà a comprendere questo modo di vivere l’esperienza politica e in particolare quella di amministratore. Anzi mi devo subito correggere perchè questa vicenda non ha proprio nulla a che fare con la politica, che è cosa molto nobile, mentre i protagonisti di questi fatti dimostrano di non conoscere la nobiltà della politica.

Alcune migliaia di elettori due anni fa sono andati alle urne perché ancora credono nel sistema democratico e credono che gli uomini a cui danno la preferenza davvero cercheranno di rimanere coerenti con quanto sostengono nel corso della campagna elettorale. Chi altrimenti penserebbe di scrivere sulla scheda il nome e il cognome di qualcuno che pensa di potere tradire ciò che dice in pubblici comizi ? Ecco perché quello che è accaduto ci amareggia profondamente: esso costituisce non solo un tradimento nei confronti degli elettori, ma verso la stessa vita democratica nata dalla Resistenza. Chi ha ricevuto un mandato elettorale e l’ha poi tradito traslocando in un’altra area politica, non merita il nostro rispetto, né, pensiamo, quello degli elettori ingannati. Il partito di Casini si è presentato come terza forza. I candidati nell’Udc sanno di rappresentare qualcosa di molto diverso dal Pdl e dal governo Berlusconi. Chi li ha votati condivideva questa scelta di campo. Questo sapeva l’elettore che aveva votato per i candidati al consiglio comunale dell’Udc che oggi scelgono Mannino e Cuffaro, che intendono sostenere il governo del Cavaliere barzellettiere. E’ accaduto invece che quegli elettori hanno saputo dai giornali che i sei consiglieri comunali che hanno scelto fanno adesso parte di uno schieramento che loro considerano avversario. E’ ovvio che chi ha votato per questi sei consiglieri si sente tradito. Sa che il suo voto adesso servirà per uno scopo ben diverso. I sei consiglieri comunali avrebbero dovuto prima dimettersi e lasciare il posto a chi nella lista dell’Udc intende rimanere coerente con il programma delineato da Casini e dagli altri dirigenti dell’Udc. Ma costoro se ne fregano delle intenzioni dei propri elettori, non hanno alcun rispetto per loro. A loro preme molto di più stare con Cuffaro e con Mannino piuttosto che con gli ideali che dicevano di avere sposato. Avrebbero dovuto farlo sapere agli elettori. Dire con molta chiarezza che loro avrebbero comunque seguito questi potenti uomini politici, ovunque questi sarebbero andati. Avrebbero dovuto confessare che il loro progetto politico consiste nella fedeltà a tali personaggi. Oggi avremmo più rispetto per loro e per le loro scelte. Non le condivideremmo, ma avremmo rispetto per tale onestà intellettuale. Particolare il caso di Maurizio Calabrese che nasce come politico di destra e con un salto mortale incredibile arriva nel Pd e adesso si sposta al centro. Il massimo della coerenza, insomma. Se fosse possibile analizzare tali scelte con i criteri della psicologia, probabilmente uno psicanalista avrebbe non poche difficoltà a definire la personalità di un politico così particolare. Da parte nostra rinunciamo a capire, non avendo purtroppo i criteri per comprendere queste incredibili trasformazioni camaleontiche. A tutto c’è un limite.

Altro caso è quello del consigliere Raccuia. Passare dal partito di Lombardo a quello di Casini non è proprio una passeggiata. E comunque ancora attendiamo che tutti questi nostri amministratori ci spieghino queste scelte. Finora non lo hanno fatto. Probabilmente perché le ragioni non sono così alte e nobili da poter essere illustrate con orgoglio. O forse perché alla fine la motivazione è sempre la stessa, quella cioè indicata da Machiavelli per giustificare gli Italiani che si alleavano prima con la Francia e dopo con i nemici spagnoli: Francia o Spagna…purchè se magna.

Elio Di Bella

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