Raffadali (Agrigento): Ordinanza orari di apertura e chiusura delle attività commerciali

E’ stata firmata un’ordinanza dal sindaco Silvio Cuffaro per regolamentare gli orari di apertura e chiusura delle attività commerciali nel territorio comunale. Un provvedimento condiviso da diversi operatori commerciali, a seguito anche di una consultazione con le associazioni di categoria. Il testo stabilisce come “regola ordinaria” la chiusura domenicale, festiva ed infrasettimanale, non affidando più questa scelta esclusivamente all’esercente. La chiusura domenicale e festiva deve essere osservata da tutti gli esercizi commerciali. Rientrano tra le festività: 6 gennaio, 1 maggio, 25 aprile 2, giugno, 15 agosto, 1 novembre, 8 dicembre, 25 e 26 dicembre. In caso di due festività consecutive, gli esercizi del settore alimentare possono effettuare l’apertura durante una delle due festività dalle ore 07 alle 13. Durante il mese di dicembre, nelle giornate domenicali e festive, è consentita l’apertura a tutti gli esercizi commerciali con lo stesso orario prescelto per i giorni non festivi. L’apertura è inoltre consentita la prima domenica dell’inizio degli sconti estivi ed invernali, e la domenica precedente il primo novembre ai sensi di legge. Le chiusure infrasettimanali sono obbligatorie come segue: Alimentari, casalinghi, e negozi per l’igiene della casa e della persona il mercoledì pomeriggio; Abbigliamento articoli da regalo e le gioiellerie il lunedì mattina; I negozi di articoli tecnici il sabato pomeriggio. “Si è voluto dare una regolamentazione al settore – spiega l’assessore alle Attività Produttive Giuseppe Pane – anticipando di fatto un disegno di legge regionale che rispecchia la nostra ordinanza. Il nostro obiettivo è quello di mettere ordine nella bolgia di chiusure ed aperture degli esercizi in linea con i principi di una economia di mercato aperta e in libera concorrenza. Evitando così che si ingeneri confusione e disorientamento nei confronti degli utenti. Ma il provvedimento darà anche la possibilità ai quei commercianti, che sacrificavano le domeniche e i festivi, di riappropriarsi del meritato giorno di riposo da dedicare alle loro famiglie”.

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