Chi sono io? Cosa ho detto? Cosa ho fatto? Che confusione…

Un popolo senza memoria, è un popolo senza futuro. Una frase famosa, che ad Agrigento è oggi più che mai di grande attualità.

Chi sono io? Cosa ho detto? Cosa ho fatto?

E tutti lì, a cercar di fare ricordare quello che è accaduto. Quello che in presenza di testimoni è stato detto. Ciò che è stato scritto.

Povero Presidente D‘Orsi, forse gli impegni eccessivi, le troppe cose da ricordare, lo stress nell‘amministrare una provincia come la nostra, gli han fatto perdere un po‘ la memoria e lo hanno indotto spesso a far confusione.

Si potrebbe pensare, che la troppa memoria da ricordare, lo abbia portato a cancellare i file in eccesso, costruendo una nuova memoria, quasi artificiale, alla quale finisce in qualche modo per credere.

La storia, ha inizio da quando alcuni mesi addietro il presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D’Orsi, nel corso di un incontro con i componenti del comitato “no rigassificatore di Porto Empedocle”, si dichiarò contro la realizzazione dell’opera industriale.

Facendosi forte di un deliberato del Consiglio provinciale contro la realizzazione del rigassificatore, nel mese di giugno, diede mandato all’Avvocato Giuseppe Aiello, affinchè rappresentasse la Provincia innanzi al Tar del Lazio.

Quarantotto ore prima dell’udienza, revocò tale mandato. Il motivo? Si era nel frattempo ricordato che la Provincia aveva dato parere favorevole.

Del resto, su un’opera di così basso impatto ambientale, qual è un rigassificatore, e di così basso costro – appena 600 milioni di euro – è anche plausibile che un politico abituato a trattare centinaia di impianti simili all’anno e per importi pari a svariate decine di miliardi di euro, dimentichi qualche piccolo particolare.

Ciò nonostante, l’Avvocato Aiello, forse non avendo chiare le idee sul proprio mandato, produsse una memoria – depositata alla Provincia e per la quale pretenderà un giusto compenso – dalla quale si evinceva come in verità il parere dato dalla Provincia fosse negativo.

Ma la memoria, ancora una volta, tradì il presidente impedendogli di ricordare questo piccolo particolare.

Stasera, finalmente, dopo un paio di sedute del Consiglio provinciale andate a vuoto e che hanno fatto registrare l’assenza del presidente D’Orsi, i Consiglieri Avarello, Guarraci, Spoto e Roberto Gallo, hanno ricevuto le risposte alle interrogazioni presentate in merito all’incresciosa vicenda della mancata costituzione innanzi al Tar.

Inutile sottolineare che D’Orsi non era presente e aveva demandato ad un suo Assessore l’onere di spiegare cosa era accaduto.

Dunque, la spiegazione sarebbe ancora una volta quella che la Provincia sarebbe stata favorevole all’opera – D’Orsi dimentica quanto affermato in precedenza durante un incontro all’interno di una tenda e non certo per fumare il calumet della pace -, ma, viste le discrasie tra il pronunciamento del Consiglio, il parere positivo dato dall’assessore e chissà cos’altro, ha preferito, ritenendola irrilevante, evitare la costituzione in giudizio.

Toni forti quelli del Consigliere Gallo, che ha ritenuto “inquietante” quanto sta accadendo alla Provincia regionale di Agrigento.

Non da meno il Consigliere Spoto e il Consigliere Avarello, che ha definito “vergognosi” taluni comportamenti.

Ma tanto D’Orsi non c’era e non ha sentito nulla.

L’interrogazione del Consigliere Guarraci, ha avuto risvolti ancor più esilaranti.

Guarraci, chiedeva se fosse vero che D’Orsi avesse incontrato il sottoscritto e avesse parlato di incontri con l’amministratore dell’azienda interessata alla realizzazione dell’impianto; di consigli richiesti oe/o ottenuti dall’Avvocato Rubino – che è anche il legale che rappresenta il Comune di Porto Empedocle innanzi al Tar – e se avesse fatto riferimento a incontri tra il presidente D’Orsi e lo stesso Consigliere Guarraci.

La risposta di D’Orsi, oltre che confusionaria, risulta essere poco veritiera.

D’Orsi non nega l’incontro – e del resto non potrebbe visto che è avvenuto alla presenza di parecchi testimoni -, ma precisa che lo stesso è avvenuto in maniera informale.

Ciò che nega, sono i contenuti del discorso.

D’Orsi non ha affermato che la nomina dell’Avvocato Aiello venne suggerita dal Consigliere Guarraci; che sarebbe stato l’Avvocato Rubino a suggerire di non costituirsi innanzi al Tar e che avrebbe dovuto incontrarsi con l’amministratore della società, per vedere il da farsi.

Dunque, stando a quanto affermato si evince come avremmo forse parlato di calcio, di donne o di motori.

Ci siamo inventati tutto.

Chicca della confusione e della smemoratezza del presidente, la risposta scritta data in precedenza all’interrogazione del Consigliere Guarraci: non si trattava di una risposta ad interrogazione, bensì dell’erroneo invio al Consigliere, di una nota del consulente legale, avente evidentemente per destinatario lo stesso D’Osri.

Eppure, sarebbe sufficiente leggere quanto riportato nella suddetta risposta, per rendersi conto che così non è.

Infatti, questa è l’intestazione:

AGRIGENTO 29 LUG 2010

SETTORE:

Presidenza.

N. protocollo: 30672

Codice ufficio: 1-2-O-O-O

OGGETTO: Riscontro interrogazione.

AL CONSIGLIERE PROVINCIALE ORAZIO GIJARRACI

SEDE

A mezzo dell’interrogazione del 26/07/2010, acquisita agli atti dì questo Ente con prot. n.30300 del 27/07/2010, si chiedono chiarimenti in ordine al modus operandi posto in essere dal Presidente della Provincia di Agrigento con riferimento al contenzioso pendente innanzi al Tar avverso i provvedimenti con cui è stata autorizzata la realizzazione di un Rigassificatore nel Comune di Porto Empedocle.

Evidentemente, D’Orsi, nella confusione risponde facendo riferimento all’interrogazione ed entrando poi nel merito della stessa.

Successivamente, dimentica ancora una volta questo insignificante particolare.

Orbene, premesso che non mancherà certo occasione di ricordare al presidente come sono realmente andate le cose – a cominciare dal nostro incontro, per finire con tutte le discrasie, dimenticanze e confusioni in genere prodotte in atti e pubbliche dichiarazioni -, pur convenendo sul fatto che nulla di illecito o illegittimo può esserci nella smemoratezza di un presidente della provincia, né nella confusione che lo stesso genera, c’è da chiedersi quanto attendibile possa essere quanto dichiara o produce in atti un amministratore tanto disattento o smemorato che dir si voglia.

In attesa che a D’Orsi torni la memoria, lo lasciamo a riflettere sulla possibilità di far costituire la Provincia dinanzi al Tar Lazio nell’udienza del mese di ottobre, così come auspicato dai consiglieri che hanno presentato le interrogazioni.

Se è vero che ricordare è un po’ come invecchiare, c’è da dire che il nostro presidente D’Orsi, viste le qualità di recente manifestate, sembra aver scoperto l’elisir della giovinezza eterna.

Gian J. Morici

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