Chi l’ha visto?

Uno strano fenomeno pare colpire i politici agrigentini: la scomparsa dall’ufficio.

Era già accaduto con un Assessore della Giunta Zambuto, di cui si era persa ogni traccia dai primi d’agosto.

Ovvio che nessuno possa pretendere la presenza di un amministratore 24h su 24h, ma, altrettanto ovvio, che chi amministra la città debba essere a servizio dei cittadini e dedicare dunque del tempo al ruolo che ricopre.

Un conto è comunque l’assenza di un assessore, un altro quello di un sindaco ormai reperibile solo telefonicamente da amici e collaboratori.

Comprendiamo benissimo gli impegni politici, il momento di grande confusione che si sta vivendo sia in campo nazionale che regionale, la necessità di studiare strategie, alleanze, programmare la nascita di nuovi partiti, concordare gli inciuci che portano al raggiungimento del “bene comune”, ma da questo all’abbandonare al proprio destino la città, ne passa.

Da giorni, siamo preoccupati.

Di uno dei sindaci più amati d’Italia, si è persa ogni traccia.

Marco Zambuto, al 17esimo posto della graduatoria di Fullresearch nella classifica dei sindaci più amati in Italia, sembra essersi volatilizzato nel nulla.

Inutile chiedere di lui al Comune. Il sindaco non c’è e nessuno saprà dirvi dov’è o quando tornerà.

Dopo essersi messo alla testa del “Patto per il territorio”, entità che ancora nessuno ha ben compreso cosa sia, Zambuto sembra essersi distratto, trascurando la quotidianità dei tanti problemi che assillano gli agrigentini.

Così come Lombardo si prepara a varare il quarto governo in due anni, il sindaco di Agrigento, forse per non essere da meno, aveva aperto il sipario sul rimpasto al Comune.

E così come a livello regionale, dove regna sovrana la confusione con un Lombardo e Miccichè sempre più lontani, con i finiani che entrerebbero a far parte della partita accanto al Pd, ad Agrigento c‘è l‘apertura verso il Pd di Capodicasa (c‘è anche un Pd di Adragna che era già nell‘ordine di idee di star dentro), che pare più propenso – nonostante le precedenti dichiarazioni di componenti della sua area – ad entrare in gioco mettendo in squadra qualche proprio fuoriclasse.

Se a livello regionale il nuovo ed ennesimo inciucio può avere una sua logica, posto che in maggioranza sarebbero 51 deputati (27 del Pd, 13 del Mpa, 5 Finiani, 3 dell’ Udc di Casini e 3 Rutelliani), contro 32 d’opposizione (18 del Pdl, 6 del nuovo Partito del Popolo Siciliano di Miccichè e Cimino e 8 dell’Udc di Cuffaro), al Comune di Agrigento, la storia si fa più complicata.

Zambuto, dovrebbe infatti governare senza i lealisti del Pdl di Alfano; senza l’Udc; senza il Mpa e con i soli amici del Patto e del Pd, che già al suo interno non pare affatto coeso.

Unica incognita, una parte dell’Udc.

Ma vogliamo ancora parlare dell’Udc come partito, visto quanto accade tra Casini e Cuffaro?

E questo fantomatico “Patto” di cui Zambuto è leader (?), non sa un po’ troppo di “pizza”?

Tutti “pizzaioli” camuffati, per dar luogo ad un’altra era di inciuci, ma sempre nell’interesse del “bene comune”.

Chissà se passata questa buriana, Agrigento riavrà un sindaco e degli amministratori presenti.

o, forse, proprio a causa degli inciuci, dovremmo rassegnarci a vederci rappresentati solo sulla carta?

Quel che è certo, il fatto che trascorsi ancora 15 giorni senza notizie di sindaco e assessori, dovremmo rivolgerci a “Chi l’ha visto?”, quantomeno per tranquillizzare i cittadini che si tratta di scomparsa volontaria e non è accaduto nulla di male a chi ci amministra.

Gian J. Morici

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