Mare “sporco”? Comune di Agrigento: Non vedo, non sento, non parlo

Forse – anzi, quasi certamente -, qualcuno sperava in cuor suo che finita l’estate di “mare sporco” si tornasse a parlare solo in occasione della prossima stagione balneare, per ribadire che il mare di San Leone è pulito, nonostante schiume e liquami creino variopinti arabeschi sulla superficie del mare e mentre quegli stessi amministratori tanto pronti a decantare le virtù del mare sanleonino, preferiscono andare a fare i bagni in altri lidi distanti parecchi chilometri dalla località balneare agrigentina.

Peccato che nessun cronista e nessun fotografo – e di questo ce ne facciamo anche noi una colpa -, sia andato ad intervistare e fotografare i nostri politici mentre prendevano il sole o facevano il bagno nel mare di Siculiana, Ribera o, nella migliore delle ipotesi, a Realmonte.

A dare nuovamente l’imput a parlare nuovamente di mare e liquami, la notizia del sequesto del depuratore di di Capri, eseguito dai carabinieri del Noe su ordine dei pm della sezione ambiente diretta dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara.

Un sequestro avvenuto non perché il mare non fosse balneabile, ma soltanto perché la Procura ha contestato lo scarico senza autorizzazione, il getto pericoloso di cose, danneggiamento e il deturpamento di bellezze naturali.

Per questi “banali” motivi, anche il sindaco è finito iscritto nel registro degli indagati…

Questo “avvenimento” – tali sono in Italia i casi in cui si tenta di far rispettare la legge -, ha dato la stura a qualche consigliere comunale, per tornare a porre al sindaco domande ad oggi rimaste

Inevase, sollecitando anche l’intervento della Procura al fine di stabilire liceità e legittimità dello scarico dei reflui fognari nel mare di San Leone.

In attesa di leggere e pubblicare l’intervento del Consigliere Maurizio Calabrese – e in attesa che qualcuno si decida a rispondere -, torniamo anche noi a porre qualche domanda al sindaco Zambuto.

Un dubbio – stando alle domande poste in Consiglio Comunale – ci assilla: siamo certi che gli scarichi abusivi siano solo quelli dei privati, o c’è il rischio che a “sporcare” il nostro mare contribuisca l’inefficienza del Comune?

Signor Sindaco, ha verificato l’iter procedurale autorizzativo, grazie al quale è stato realizzato il pennello dei Padri Vocazionisti?

Signor Sindaco, vuol citarci il decreto assessoriale dell’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, con il quale si autorizzavano i lavori e lo sversamento in mare dei reflui fognari?

Signor Sindaco, è in grado di dichiarare pubblicamente su quale numero della Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata detta autorizzazione?

Signor Sindaco, vuol far conoscere ai suoi concittadini quali opere sono state realizzate conformemente al piano d’investimenti presentato dall’azienda che gestisce il servizio??

Signor Sindaco, visto che un consigliere comunale ha sostenuto riguardo al depuratore del Villaggio Mosè, che il problema sarebbe stato causato dalle autorizzazioni rilasciate da dirigenti e funzionari – evidentemente infedeli -, vuol farci sapere i nomi di quanti hanno autorizzato lo scarico fognario di quelli che sono conosciuti come “I tolli del Villaggio Mosè”?

Visto che tali autorizzazioni, a parere del consigliere a lei vicino, non andavano rilasciate e vista la sua qualità di massima autorità sanitaria locale, vuol farci conoscere quali provvedimenti ha preso in merito e se, come sostenuto dal consigliere, in presenza di autorizzazioni illegittime e/o illecite, ha denunciato alle autorità preposte l’accaduto?

Comprendiamo bene che in una città come Agrigento è più facile comportarsi come le famose “tre scimmiette”, che non affrontare seriamente i problemi, ma -ci creda – il nodi o prima o poi arrivano lo stesso al pettine e i suoi concittadini sono stanchi e difficilmente saranno disposti a lasciar trascorrere un’altra estate senza che si sia arrivati alla soluzione del problema.

Non tutti hanno tempo e modo di recarsi a fare il bagno a “Le Pergole”.

Gian J. Morici

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