Rosa Balistreri 20 anni dopo la sua morte nel quartiere dove è nata

 L’energia di Rosa Balistreri ha miscelato sentimenti ed emozioni per l’ultima serata di “Autori in piazzetta” la riuscitissima rassegna organizzata dall’imprenditrice Lavinia Licata e condotta dal sociologo e giornalista Francesco Pira.

Rosa Balistreri è stata domenica sera, nella gremitissima Piazzetta San Girolamo, ricordata come meritava. Proprio nel quartiere dove la cantante folk è nata e cresciuta. In quei vicoli dove lei bambina passava per le strade e tutti le dicevano “canta Ro” e lei intonava filastrocche e nenie.

A creare i primi brividi nella piazzetta stracolma di persone, tra queste tanti giovani, l’intervista rilasciata dalla cantante proprio al conduttore della serata, Francesco Pira, 21 anni fa. Nello stralcio mostrato Rosa parlava del suo difficile rapporto con Licata ma ancora una volta rivendicava il suo amore per la città natale che a suo parere l’avrebbe ricordata da morta. Ventanni dopo la morte Rosa Balistreri rimane un personaggio controverso amato con riserva. Non a tutti noto. “Faceva parte del sottoproletariato – ha spiegato il professor Calogero Carità che su Rosa ha scritto un volumetto (edizioni La Vedetta) – e veniva da una famiglia poverissima. La sua vita è stata piena di successi ma anche di tragedie”.

Una donna straordinaria per cui vale la pena ricordare non soltanto la bravura come artista ma anche il tratto umano secondo la regista Stefania Colletta che sta girando un documentario di 55 minuti proprio su Rosa Balistreri.

Molto toccante l’interpretazione di “Mi voto e mi rivotu” letta da Salvo Cammarata con alla tastiere Salvo D’Addeo o l’interpretazione di tre bellissime canzoni di Rosa da parte del cantante folk, applauditissimo, Armando Sorce. Così come tanti applausi ha guadagnato la poesia dedicata a Rosa dal poeta dialettale Lorenzo Peritore.

Non sono mancati durante il talk show condotto da Pira anche i riferimenti espliciti alla carenza d’iniziative culturali a Licata e la facilità a dimenticare i concittadini illustri. Primo fra tutti Nino Marino. Poesie tratte da “Libriceddu di paisi” sono state lette da Salvo Cammarata e Giuseppe Fraccica. Mentre Daniela Mulè ha letto brani tratti dal libro su Rosa Balistreri di Carità. Presente alla serata il leader del gruppo folk trapanese Alberto Noto che ha cantato in giro per la Sicilia le canzoni di Rosa.

Interessanti anche le testimonianze proiettate su un grande schermo sulla vita e le opere di Rosa tratto dal documentario realizzato dalla Regione Sicilia “Ritratti d’autore”.

In platesa ad applaudire il neo assessore provinciale Angelo Biondi, ex sindaco di Licata, ed il presidente della Pro Loco Angelo Carità. Nessun rappresentante dell’amministrazione comunale che ha comunque assicurato la collaborazione all’iniziativa mettendo a disposizione nelle cinque serate le amplificazioni e la pedana. Così come la Confraternita di San Girolamo ha messo a disposizione le sedie.

“Non possiamo che essere soddisfatti – hanno commentato Lavinia Licata e Francesco Pira – della riuscita di un ciclo di eventi che hanno visto la partecipazione di autori nazionali come Carmelo Sardo e Gaetano Savatteri, ma anche di quelli locali, ma che hanno visto presente in tutte le cinque serate tantissimo pubblico”.

Al termine della serata tutti gli animatori della manifestazione Pira, Peritore, D’Addeo, Mulè, Cammarata e Fraccica hanno voluto regalare una targa a forma di libro all’organizzatrice Lavinia Licata, consegnata dalla professoressa Floriana Costanzo, docente di lettere del locale Liceo che è intervenuta durante le serate.

E al termine la degustazione di prodotti tipici e di vini locali. Il tutto mentre sullo schermo scorreva un video con le immagini e si poteva ascoltare la musica di Rosa Balistreri. Che ancora una volta ha cantato. Nelle strade dove è ha subito le prime violenze ma ha cantato la sua Licata, la sua Sicilia.

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