Arnone: tutta da rifare la classe dirigente

Intervista di Diego Romeo a Giuseppe Arnone dei DEMOCRATICI AUTONOMISTI

Discutendo con amici, leggendo i post dei lettori sui siti e sui blog emerge la consapevolezza che la politica oggi stia battendo il versante del trasformismo, meglio del trasformismo sado-masochista che fa male a voi politici, al Paese ,alla Provincia, a tutti. Cosa può aggiungere a questa diffusa opinione pubblica ?

– Il tema è ormai presente da una quindicina di anni che con la fine dei partiti i gruppi di potere non lasciano più spazio e se prima si faceva la lotta di appropriazione economica territoriale oggi vengono a mancare la politica e gli spazi di potere, tant’è che fino ad oggi chi è rimasto vivo , i vecchi deputati,sa come tenere le fila ed evitare che scappino le pecore e come tenerle dentro.

-Diciamo che a questo punto l’onore della politica si è perso, come potrete recuperare questo sfacelo che state procurando…intanto non facendo gruppi e partitini…

-Intanto gruppi e partitini sono l’elemento di questa massa tumorale che sono i partiti che non esistono più e le metastasi generate da questo tumore sono dei gruppi di potere che vogliono assolutamente sostituire gli altri ma non cambiare il livello culturale, perché io ci credo che la politica è cultura ma se stiamo alla scorribanda con la legge elettorale, alla presenza di personaggi che non hanno niente a che fare con la politica, personaggi che non sono stati mai in mezzo alla gente e che sono stati nominati sia da Berlusconi sia da Veltroni e da Bersani poi, sostanzialmente c’è una specie di corporazione che serve a far rimanere dentro tutti quelli che sono contigui con il potere attuale.Io ritengo di essere diverso, la mia è una storia diversa perché facevo parte della prima e della seconda Repubblica, anch’io ero nella stanza dei bottoni, ero un giovane consigliere comunale della DC e anch’io alla fine della Seconda Repubblica non mi seppi orientare come altri hanno fatto, come Alfano, come Cimino, loro riuscirono a imbarcarsi in Forza Italia e addivenire a una scelta politica che li avrebbe consegnati agli altari della deputazione, oggi c’è un ritorno, secondo me, delle vecchie maestranze in politica che non gestiscono il potere per fatti di sviluppo territoriale ma per se stessi, perpetrando un sistema…

-Lei in una dichiarazione ha rilevato che la sua esclusione dalle deleghe assessoriali in Provincia non trovava riscontri di sorta in nessuna realtà siciliana. Cosa è accaduto? Qualcuno ha intuito la possibile disfatta dell’MPA “dopo Lombardo” e getta nuovi ponti levatoi verso altre alleanze e cooptazioni?

-L’analisi è la seguente, è plausibile quello che lei dice alla luce della mia esclusione dalla Giunta provinciale. Di fatto ero, diciamo, nella Giunta di D’Orsi quello che si occupava di tante cose, ero il portavoce ufficiale anche di quello che diceva il Presidente, anche difendendolo. D’Orsi ha avuto il grande merito di fare chiarezza sull’aeroporto ma soprattutto di aver ridotto gli enti che lucravano denaro…

-…poi di catastrofico cosa è accaduto per la sua esclusione…

-…è probabile che io sia stato escluso perché troppo vicino a D’Orsi ed interprete della sua azione politica, ad esempio a Palma di Montechiaro la lista che ho contribuito a fare con D’Orsi “ Alleanza Palmese”, ha avuto un successo in termini di suffragi quasi 1500 voti eleggendo ben 2 consiglieri comunali e primo dei non eletti è un candidato dei Democratici Autonomisti, Giuseppe Amato, cosa che non ha fatto piacere ai dirigenti dell’MPA: Io non ce l’ho né con D’Orsi né con Di Mauro, la politica è fatta anche di queste cose, io ce l’ho con la furbizia ….D’Orsi mi ha chiamato per comunicarmi che io ero fuori dalla Giunta e mi ha proposto delle cose che ho poi rifiutato perché amo fare politica e non avere posto al sole, mi spiace per la vicenda personale e di amicizia che ritengo per me intatta, a differenza del presidente che si dice talora amico talora ex amico, nella confusione più totale perché preso anche da rimorsi di coscienza. Certamente non sono attaccato alla poltrona…

Possiamo dire ,oggi, che la politica ha perso lo stile e l’onore?

-Ha perso la forma , la politica è pure un fatto estetico di bellezza, di simboli, della capacità di attrarre la gente e la sostanza che è fatta di amicizia e strette di mano. Non solo non ci sono strette di mano ma la convinzione subdola che deputati facciano a meno del consiglio provinciale perché di fatto questa legge elettorale che designa presidenti e sindaci offende la dignità delle persone. Per cui a chi dice” no” viene ritirata la delega. E’ una legge sbagliata che deve essere messa nel calderone delle grandi riforme della futura Terza Repubblica. La seconda è stata un bluff . Ci vorranno liberi consorzi di comuni così come Lombardo ha detto, perché se le province non possono spendere soldi per i patti di stabilità, se non possono programmare attività importanti per l’intera comunità provinciale, che cosa ci sta a fare?.

In una intervista che lei mi aveva rilasciato nel gennaio 2001 su SICILIA 7 leggo” Sono premature le liti elettorali”, anche allora! Solo che oggi bisogna aggiungere che i giochi sono fatti e tutti sono pronti ai nastri di partenza con gruppi e correnti. Cosa ci si può aspettare ancora da questo ripetersi di stili …

-.sostanzialmente questo, quando si parla di progetto politico e vengono fuori documenti come il Patto Territoriale, la gente non rimane affascinata da questi richiami perché si sa che c’è solo un progetto per candidature personali … ma anche la stessa Autonomia di Lombardo se non fa affascinare i siciliani rispetto ai temi che tratta, l’MPA venuta meno la presidenza Lombardo ci sarà un partito del 5-6%.La mia capacità organizzativa evidentemente era invisa a qualcuno perché si sapeva per certo che se si metteva la capacità di Arnone dentro un movimento per l’autonomia si traevano considerazioni sul piano elettorale. Il presidente D’Orsi oggi dopo le denunce che ha fatto, le marce antimafia, dopo la demagogia che è percepibile dall’opinione pubblica che vede oggi la politica nemica della società civile, deve iniziare a costruire, basta con l’alibi del risanamento , ora bisogna costruire perché se non costruisce un progetto diverso per la provincia non possiamo parlare solo di aeroporto, che non perda la sua originalità e lucida follia, come dice lui, che in questi anni gli ha fatto indovinare alcune scelte. Spero che i dirigenti dell’MPA ,lo dico col cuore in mano, inizino una assunzione di responsabilità pensando più alla creazione di una classe dirigente che non consegni il cervello ma che rappresenti la qualità, perché così si rischia di non avere classe dirigente…

…Torniamo un momento a quella intervista del 2001 per sottolineare che siamo peggio di prima.Lei dichiarava:”Dei miliardi stanziati dal governo centrale nella scorsa manovra finanziaria, nelle casse della Regione Sicilia non è arrivata neanche una lira”. Ci risiamo anche oggi?

-… e parliamo di nove anni fa… so che ancora oggi la Regione non ha avuto una lira delle promesse che Tremonti e Berlusconi hanno fatto per la Sicilia, c’è una politica che favorisce il nord e allora mi chiedo perché dobbiamo continuare a votare Berlusconi e votare per un patto scellerato che consegna i voti del sud… la svendita di banche ha ingrassato pochi del nord, non votare Berlusconi alle prossime elezioni è una specie di rivolta morale e spero che anche Lombardo per le cose che ha detto nell’ultimo consiglio federale non si allei più con quanti hanno solo un progetto di rilancio del nord, spero che vada avanti un terzo polo, perché sono convinto che Berlusconi se chiedesse domani mattina le elezioni anticipate non è scontato che le vinca.

-Oggi ad Agrigento lei forse è uno dei pochi politici che possano dire le cose come stanno, per chiudere c’è qualche altro sassolino da togliere?

-Spero che il movimento per l’Autonomia in questa provincia riesca a formare tanta classe dirigente che possa essere utilizzata anche nei comuni per le prossime scadenze elettorali, spero che il presidente della provincia, esaurita questa fase messianica del suo mandato, inizi a fare il presidente della provincia perché è chiaro che questa è una provincia che deve essere amministrata, una provincia che sta al centro del Mediterraneo e ha bisogno di programmazione e soprattutto una capacità di portare finanziamenti che sono derivanti dalla programmazione comunitaria, spero e faccio gli auguri che gli assessori che ha nominato, otto o dodici non si capisce quanto, siano all’altezza della situazione e si finisca coi balletti politici e si inizi a lavorare.

-Ma la gente siciliana quanta resistenza avrà a tollerare questo continuo riciclaggio, questi spostamenti e smottamemti di “chiappe politiche” , diciamo così, o lei si offende?

-Non mi offendo e soprattutto capisco che quando si fece il rilancio del CUPA si disse che la università di Agrigento non doveva avere i corsi replicati da Palermo ma doveva creare corsi per il territorio, corsi che davano lavoro agli agrigentini, eppoi si parlava della internazionalizzazione. In un anno di presidenza Mifsud, non ho visto né internazionalizzazione né nuovi corsi di laurea, ho solo visto proclami, ho solo visto una spesa devastante per le casse della provincia, quindi non ci sono novità che colgo della nuova politica accademica portata avanti dalla nuova gestione del CUPA. Spero che si facciano veramente gli interessi della provincia magari evitando esterofilia perché ci sono anche bravi agrigentini che possano gestire le sorti del CUPA.

-Torno a insistere sulla resistenza o dabbenaggine dell’elettorato… che non riesce a dare un colpo di reni a tutto questo …

-Al solito, ogni popolo ha il governo che si merita, la gente è assuefatta,purtroppo, ha bisogno, c’è una fame impressionante che produce disperazione e non ti da il tempo di pensare, perché se pensassimo alle angherie, al momento del voto certamente si manderebbero a casa certe classi politiche dirigenti che non utilizzano le risorse portando avanti dei progetti che poi non hanno sviluppo per il territorio.

 

 

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